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L'alfabeto della ripresa
Da "A-Style" a "Ztl", passando per "Badanti" e "Crisi", "Immigrati" e "Guerra", "Tosi" e "Verdi": i temi, le figure, i concetti che prevedibilmente occuperanno le cronache politiche, economiche e di costume dell'autunno
A - A-Style. Vabbé, il segno grafico ha un forte contenuto allusivo. E a Riccione, dove un'agenzia pubblicitaria ha scelto di tappezzare viale Ceccarini, un Consigliere comunale dei Comunisti italiani ha parlato di offesa alla decenza e al buon gusto. Ma poteva anche andar male, all'imprenditore carpigiano Simone Sidoti, quando lo scelse e decise di scommetterci su, investendoci un bel po' di quattrini. E non è colpa sua se oggi l'inconscio collettivo dei consumatori, più che da natura, ambiente e altri valori edificanti è attratto da sesso e dintorni. Il posizionamento (del marchio, s'intende) è solo una conseguenza.
B - Borsari Lorena. Uscita da Forza Italia, ha dato vita con un altro transfuga, Bruno Braglia, proveniente dai Comunisti italiani, a un nuovo schieramento consiliare. Un po' dalla parte della maggioranza e un po' all'opposizione, stando almeno alla recente presa di distanza del suo collega dall'Unione dei Comuni. Potrebbe aver inaugurato una tendenza: chissà, per esempio, che il leghista Massimo Coluccini che si è a sua volta allontanato dalla Lega Nord, non confluisca con il collega ambientalista Marcello Savino. Nel segno del colore verde, ci può stare.
C - Crisi. Mentre il tema della difficoltà di arrivare alla quarta settimana del mese sta un po' sfumando (ma aspettiamo gli sviluppi di settembre, come si usa dire) a Carpi continuano a parlare di crisi soprattutto in due: Giancarlo Palmieri, ala minoritaria della Margherita, e Andrea De Pietri, dello Sdi, e dunque ala minoritaria e basta. E' curioso osservare come la sottolineatura, in genere associata alle altre due di "declino" e di "mancanza di un progetto per la città", sembri essere divenuta un'esclusiva di figure politiche condannate da qualche tempo alla marginalità. All'opposto, non parla mai di crisi una come Marcella Valentini, pur essendo del partito dei Comunisti italiani e, dunque, erede, in teoria, del catastrofismo anticapitalista della Terza Internazionale. Possibile che tutto si riduca al fatto che lei, sta in Giunta, e Palmieri e De Pietri no?
D - Serie D. Vi militerà quest'anno la squadra del Carpi Football Club. Come lo scorso anno, si dirà. C'è però una differenza: lo schieramento degli sponsor scesi in campo - tra main sponsor, co sponsor, sponsor tecnico e backdrop sponsor (sono quelli che compaiono alle spalle degli intervistati) - è imponente. Il mondo delle imprese pare aver capito che per la città il calcio conta più degli inviti di Campedelli a "concertare" e fare unione. Tanto più che il Sindaco sa giocare solo in porta.
E - Equivicinanza. Assurto a simbolo della politica di Massimo D'Alema verso Hezbollah e Israele, il termine si presterebbe, per Carpi, a curiose applicazioni. Per esempio, al sindaco Campedelli, mirabilmente equivicino all'assessore D'Addese (il nuovo piano per la sosta e la viabilità in centro scatterà il 15 agosto, no, il 28, no, il 10 settembre...) e ad alcune associazioni del commercio (il nuovo piano per la sosta e la viabilità in centro non scatterà mai). Oppure al Vescovo, equivicino alla destra (il cuore) e alla sinistra (gli interessi della Diocesi). Per non parlare dello stadio "Cabassi", equivicino al Carpi Fc e alla Dorando Pietri, anche se nessuno ne conosce le più convinzioni. E la Fondazione? Equivicina a tutti.
F - Filosofia. Arriva la sesta edizione del Festival e il quesito che incombe è il solito: riuscirà la città a ricevere degnamente le centinaia o forse migliaia di persone attese da fuori? L'attenzione si concentrerà, al solito, sulla percentuale dei negozi che praticheranno l'apertura domenicale. In qualche caso, tuttavia, la sua vocazione alla reception Carpi potrebbe rivelarla raccomandando piuttosto qualche chiusura.
G - Guerra. E pace. Notata la confusione nel campo dei pacifisti ad Assisi, alcuni dei quali in marcia dietro lo striscione Forza Onu e altri con cartelli inneggianti a Nasrallah, non è tuttavia da meno quella dei partiti del centro destra. Che al tempo in cui il loro leader si spalmava sulle posizioni di George Bush per l'intervento in Iraq davano degli imbelli agli esponenti della sinistra, esaltavano la missione a Nassiriya, plaudivano alla vittoria delle armi, ritenevano tutto chiuso con le elezioni democratiche in quel paese e sostenevano, sempre con Berlusconi, che a "Baghdad l'unica cosa che non funziona sono i semafori". E oggi sono invece tutto un invito alla prudenza, mentre su Libero gli editoriali di Vittorio Feltri e Renato "Betulla" Farina dipingono Prodi e D'Alema come generali che giocano con i soldatini. Aggiornare il detto andreottiano: la guerra logora chi non la fa.
H - Hotel. Si volta pagina. E' finito il tempo della recettività micragnosa. Ora ci sono l'hotel di classe, quello per chi ha fretta e non vuol perdere di vista l'autostrada, il residence appartato fra gli alberi, il motel pronto uso all'americana, gli alberghi delle frazioni e quelli ospitali del centro oltre ai sempre più numerosi agriturismi e Bed&Breakfast. Ecco, ora occorrerebbe qualche cosa che li faccia riempire.
I - Immigrati. Con l'8,3 per cento, Carpi è nella media provinciale, comunque alta. Conviverci, mantenendo insieme identità e radici proprie costituirà il tema del secolo, anzi: del giorno. Come si costruisce il dialogo? Nessuno ha ricette. Sarebbe già importante, però, convincersi che non basteranno due o tre feste etniche o qualche corso di cucina misto.
L - Liberalizzazioni. Altro che tassisti, ministro Bersani. Butti un occhio anche alla sua Emilia, dove le varie Atcm continuano a mantenere una posizione di monopolio in fatto di mobilità, per di più sostenuta da un forte esborso di denaro pubblico. Sarebbe bello mettere alla prova anche altri, nella gestione delle autolinee. Magari solo per vedere se davvero la gente non sia disposta a pagare un biglietto più salato, in cambio di maggior comfort di viaggio e corse più frequenti. Si dice che il trasporto collettivo non potrà mai competere con quello individuale: e se fosse colpa dell'Atcm?
M - Mitologie. Quelle di certo rampantismo con puzzetta sotto il naso, impresse fin troppo a lungo nell'immagine di Carpi e dei Carpigiani, stanno poco a poco sfiorendo, confinate a qualche portatore incanutito e relegate in uno o due caffè del centro con pretese di esclusività. Ma se quelle mitologie stanno tramontando con la generazione dei cinquantenni, che cosa cova nell'anima profonda della città? Quale cultura, quali speranze, quali valori, quali modelli? Facile seppellire le vecchie mitologie: meno, costruirne di nuove.
N - Negozi. Alla luce delle percentuali (vedi alla voce Immigrati), sarà da salutare come un giorno radioso quello in cui le varie testate giornalistiche locali smetteranno di scandalizzarsi ogni volta che viene inaugurato un negozio cinese o pakistano. Primo, perché se apre un negozio, vuol dire che c'è un mercato. Secondo, perché significa che sono riusciti a farlo, nonostante burocrazia e affitti. Terzo, perché un Cinese o un Pakistano che aprono non impediscono a un Carpigiano di farlo, se ne ha la stessa voglia.
O - Opposizione. Se ne coglie qualche scampolo nelle interrogazioni del consigliere dell'Udc, Luca Ghelfi, o nelle assennate considerazioni svolte in Consiglio comunale dal rappresentante di Forza Italia, Roberto Andreoli. Ma affievolitasi l'ex destra democristiana; acquietatosi Carlo Giovanardi per astinenza da Governo; allineatasi Lorena Borsari; smorzatasi l'originaria forza belluina della Lega Nord; ridottasi An a chiacchiera da salotto ("E' vero, signora?, con una città non si è mai finito..."), la sola, vera opposizione politica in città proviene dal comunista Massimo Valentini. Che comunista, nel senso di ex Pci, non lo è mai stato. Altrimenti come farebbe a denunciare le cooperative sociali per lo sfruttamento degli addetti, quelle di distribuzione per l'istigazione al consumismo perpetrata attraverso gli ipermercati e quelle di costruzione per bulimìa edilizia? Peccato che debba lavorare per vivere, perché, come diceva Pier Paolo Pasolini, "per fare i poeti bisogna avere molto tempo".
P - Parchi. La tendenza invalsa a Carpi nella valutazione del verde pubblico è quella dell'accumulo aritmetico di aree verdi, aiuole, giardini, siepi e cespugli per dare il senso di una quota accettabile di verde per abitante. Obiettivamente, se si guarda ad altri posti, non ci si può lamentare. A Carpi, però, è sempre un vantaggio che si paga con il costruire, sicché parchi e giardini sono spazi di risulta e raramente preventivati. Al verde si resta, insomma, non lo si progetta.
Q - Qualità. E' stata e sarà ancora la parola d'ordine per ogni via d'uscita dalle difficoltà della città e della sua economia. Qualità di prodotto, qualità di servizio, qualità urbana, qualità progettuale, qualità di relazioni, qualità d'impresa... Ma per la qualità serve cultura, per la cultura servono scuola ed esperienza, per la scuola e l'esperienza serve tempo. Quanto ne occorrerà perchè cresca una nuova classe imprenditoriale, politica e delle professioni? E come si presenta la materia prima, costituita dai giovani sfornati dalle famiglie carpigiane?
R - Rotatorie. Ne mancano altre cinque o sei, poi la fame che ci ha divorati, tipica di chi è arrivato per ultimo (le rotatorie, in Inghilterra, esistono dagli anni Settanta), dovrebbe placarsi. Si apre il capitolo della loro caratterizzazione, a meno che non si pensi che essa consista semplicemente nel ficcarci in mezzo un lampione. Era stata lanciata una proposta di appaltarne l'abbellimento alle imprese e qualcuna ha risposto: ma che fine avrà fatto il progetto?
S - Sicurezza. Sostiene il Sindaco che a Carpi, che non è poi così fisicamente distante da Sassuolo con il degradato quartiere Braglia, la garantisce prima di tutto il "capitale sociale". Quello, insomma, che una volta si chiamava "tessuto democratico" (qualche volta confuso con l'Ente comunale tessuti), vale a dire la vasta e capillare rete di associazioni, volontariato e forme aggregative che ancora tiene insieme la società civile. Il "tessuto" o "capitale sociale" pare tuttavia sempre più relegato alle vecchie generazioni, ancora sensibili ai richiami ideologici ai quali quell'associazionismo si richiamava. E la sicurezza che esso garantiva rischia in futuro di dover essere sempre più delegata alle forze preposte: Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia municipale, Guardia di Finanza. Sarebbe un'abdicazione, una perdita di civiltà. Ci aspetteranno anni di lamentele sugli "organici insufficienti"?
T - Tosi. Segretario della Quercia nella fase post campedelliana, Simone Tosi lascerà a ottobre la guida del partito: almeno in via ufficiale, perché informalmente ha disseminato numerose tracce preventive dell'evento. Per molti versi, in fatto di quadri diessini locali ha rappresentato una novità: più freddezza ragionieristica che passione, più furbizia che intelligenza, più manovre che valori, più tattica che visioni strategiche, più dichiarazioni che ascolto, più allineamento che assunzione di responsabilità. Nell'antropologia della classe politica l'impressione è che non si tratti di una persona, ma di un prototipo.
U - Unione. Quella dei Comuni l'hanno fatta prima delle vacanze e ha tutti i crismi di concretezza che le derivano dall'essere stata dotata di personale, dirigenti e fondi. Non per colpa sua, reca il peccato originale di essere un ente non elettivo, ma di seconda nomina. L'atmosfera della rappresentanza politica e del rapporto fra cittadino e istituzioni, a queste altezze, diventa molto rarefatta e quasi impalpabile.
V - Verdi. Vedi anche alle voci "Parchi" e "Borsari". Il problema è politico e nasce da un quesito: è vero che di verdi ce n'è anche nella Margherita, in Rifondazione, nei Ds e molti altri sono sparsi fra i rami dell'Ulivo e perfino a destra, ma dove sono finiti i verdi dei Verdi? Possibile che anni di ambientalismo militante cittadino si identifichino oggi in Pecoraro Scanio, nel di lui "partito campano" e nella dialettica tra l'assessore D'Addese e il consigliere Savino che, messo alla guida dell'Associazione dei Verdi, gli dà sempre ragione? C'era più allegria e meno ortodossia oligarchica una volta, nell'essere Verdi. Magari sbracando, ma almeno si sarebbe sentito qualche cosa di più sulla dozzina di piani particolareggiati che dal 2001 a oggi hanno recintato la città.
Z - Zona a traffico limitato (Ztl). Se ne parla da 23 anni (1983: chiusura della piazza alle auto), ma in realtà è nata solo come effetto di risulta della nuova pavimentazione di corso Alberto Pio e piazza Garibaldi. Essendo infatti questa la prima vera "area pedonale" di Carpi, le altre si definiscono, per differenza, o a "traffico limitato" (Ztl, appunto, incluse le vie a parcometro) o a circolazione normale. Ne conseguono due paradossi nominalistici. Il primo è che piazza Martiri, simbolo della "pedonalizzazione", è stata in realtà solo "limitata". Il secondo è che le associazioni del commercio, che con la "pedonalizzazione" se la sono presa per anni, quando la si è fatta per davvero hanno capito di avercela in realtà con la "limitazione". E, stando ai segnali, ce l'avranno ancora per un bel po'.
Florio Magnanini
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