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LIBRI - Persecuzione degli Ebrei: la mappa del modenese
DI Elisa Borciani
Il campo di Fossoli e villa Emma; le figure contrapposte di Angelo Fortunato Formiggini, l'editore ebreo antifascista morto suicida dopo l'emanazione delle leggi razziali e quella di Duilio Sinigaglia, lui pure ebreo, ma picchiatore delle squadre fasciste, vittima nel 1921 di un conflitto a fuoco con un gruppo di guardie di Pubblica sicurezza comandato da un altro ebreo, l'ispettore Guido Cammeo; Odoardo Focherini e un altro "salvatore di ebrei" meno noto, come Angelo Donati; le sinagoghe, i templi, i cimiteri ebraici nelle città, ma anche le località dell'Appennino in cui molte famiglie ebree cercarono scampo dalle persecuzioni e la stazione di Carpi dalla quale partivano i convogli diretti ai lager tedeschi.
Contiene una vera e propria geografia ragionata, completa di mappe e cartine, dei luoghi che fecero da sfondo alle vicende vissute dagli ebrei modenesi nel corso dell'ultimo conflitto il volume "Persecuzione, deportazione, solidarietà: la comunità ebraica modenese nella seocnda guerra mondiale" (Modena 2009, 63 pagine, 10 euro) pubblicato da Artestampa per iniziativa della Presidenza del Consiglio provinciale di Modena. Realizzata dall'Istituto storico di Modena in collaborazione con la Comunità ebraica di Modena e Reggio e le Fondazioni ex Campo Fossoli e Villa Emma, con i testi di Elena Carano e la supervisione scientifica di Giuliano Albarani, Marika Losi e Claudio Silingardi, la pubblicazione rappresenta il compimento di un ciclo quinquennale di sedute straordinarie che il Consiglio provinciale, a partire dal 2005, ha tenute nei principali luoghi del territorio modenese collegabile ai ricordi ebraici dell'ultima guerra: Carpi, con il campo di Fossoli e il Museo Monumento, Nonantola con Villa Emma, Finale Emilia, sede di una importante comunità, Montese, approdo della fuga sulle montagne. L'approccio è quello dell'itinerario, per consentire ai temi che scandirono la persecuzione degli ebrei a Modena - leggi razziali, deportazione, solidarietà - di appoggiarsi anche ai luoghi fisici che sono tuttora lì a testimoniare, grazie all'attività di studio degli istituti creati negli anni successivi dalle istituzioni locali, uno dei momenti più cupi della storia locale e nazionale.
Masuzzo declina i sogni al Singolare Femminile
La lettura di Singolare Femminile permette di entrare dentro tanti quadri diversi. Proprio come fa la protagonista de L'uomo dei quadri (Edizioni Progetto Cultura, 2003, 12 euro, presentazione alla libreria Mondadori, il 7 marzo alle 18) uno dei racconti di questa raccolta della carpigiana Adele Masuzzo. Fa venire in mente la scena di Mary Poppins, dove i protagonisti si immergono in una realtà parallela, saltando nel dipinto sulla strada. Il surrealismo di fondo è lo stesso. Quello che instaura una relazione di vicinanza tra realtà e fantasia. Quello che considera il sogno un esauribile serbatoio di ispirazione, veicolo di introspezione e autoanalisi, specchio dell'interiorità profonda. Fino ad arrivare al sogno estremo ed eterno della morte. In altre parole, i racconti della Masuzzo, brevi e onirici, sembrano atti teatrali distinti di un medesimo spettacolo. Qualcosa li accomuna. Parlano di stati d'animo, a volte complessi. Sullo sfondo, un ricorrente senso di solitudine, che avvolge i personaggi, a testimoniare che la vita, tutto sommato, è un viaggio da percorrere da soli. In bilico tra la natura duplice di ognuno di noi, che ci lega e ci libera, e il destino, che guida e influenza.
Spesso suggerisce la strada.
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