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Carpi Distretto Moda - primavera estate 2013

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VOCE del 23 febbraio 2012 » Lista articoli » Scheda articolo

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Una boccata di New York - Imprenditori e professionisti di Carpi e oltre alla Fashion week

All'idea di Elisabetta Giocolano hanno aderito in cinquanta. Con la stessa motivazione: una sferzata di energia creativa dalla stimolante kermesse

Carpi - Operatori tessili carpigiani in "missione" nella Grande Mela per partecipare alla settimana newyorkese della moda e respirare il clima frizzante che la caratterizza.
L'iniziativa è partita da Elisabetta Giocolano, titolare dell'agenzia "Voler Volare" di via Giovanni XXIII, che ha avuto l'idea di organizzare un viaggio ad hoc per la Fashion week, arricchendo di nuovi contenuti la proposta classica di un soggiorno a scopo turistico.
«Mi era capitata sottomano - spiega Giocolano - un'offerta particolarmente conveniente e, quindi, per prima cosa, ho provveduto a bloccare la tariffa. Per partire, però, dovevamo trovare un numero minimo di venti partecipanti. Sembrava un ostacolo e, invece, siamo arrivati a cinquanta adesioni in pochi giorni. La proposta - continua - non è piaciuta soltanto agli operatori del tessile, ma anche ad arredatori, fotografi, creativi e, più in generale, a tutti coloro che lavorano nel campo della creatività. Durante il Fashion week New York si trasforma in un'unica, grande vetrina dove è possibile cogliere tendenze e anticipazioni sulle nuove tendenze. E non parlo solo di negozi d'abbigliamento, ma anche di hotel, ristoranti, locali. È da lì che tutto si mette in modo. Trovarsi sul posto è come ricevere una sferzata di energia».
Hanno fatto parte della comitiva carpigiana il fotografo Davide Gori, il giornalista Stefano Gozzi, Marco Bertesi con famiglia, i coniugi Barbara e Carlo Manferdini, entrambi avvocati, Elisa Sighinolfi, titolare di un studio di design a Castelnuovo Rangone e, tra gli operatori tessili, la cool hunter Chiara Ciroldi con la mamma Angela, imprenditrice, e Giulia Bernini, responsabile vendite dell'omonima azienda di cartellini ed etichette. Nel gruppo anche Grazia Chiurato, anche lei dirigente della Bernini, madre di Giulia e, come la figlia, innamorata di New York.
Un soggiorno breve, cinque giorni appena, ma organizzato in modo tale da corrispondere alle esigenze di tutti i partecipanti. Chi era già pratico di New York ha potuto muoversi in autonomia in base ai propri interessi e alle proprie esigenze. I neofiti della Grande Mela invece sono stati seguiti da vicino dall'agenzia con proposte di vario tipo. «Ci siamo divisi in piccoli gruppi - spiega Giocolano - e abbiamo fatto varie attività. Dal giro in elicottero alla visita al nuovo World Trade Center, con camminata ai bordi delle due fontane che hanno preso il posto delle torri gemelle. Abbiamo attraversato il ponte di Brooklyn e Central Park, siamo saliti sull'Empire e abbiamo fatto tappa alla Central station con all'interno il nuovo negozio della Apple, il più grande al mondo. Abbiamo cenato al Buddha bar e in altri locali di tendenza».
Molto apprezzata (specie dalle signore) anche la tappa da Tiffany. Per non parlare della trasferta in lussuose limousine da venti posti ognuna per spostarsi dall'aeroporto all'hotel e viceversa.
A proposito di hotel, la comitiva ha alloggiato in un albergo di Times Square con camere dal 25esimo piano in su e con vista panoramica sul grattacielo del New York Times appena ristrutturato da Renzo Piano.
L'esperienza ha entusiasmato tutti i partecipanti, tanto che già si parla della possibilità di ripeterla il prossimo anno. «Però cambieremo destinazione - annuncia Giocolano -: andremo a Miami!».


E per la moda una ricerca nei posti più fascinosi

Carpi - Per la sua quinta volta a New York, Giulia Bernini ha scelto un itinerario lontano dalle mete classiche dello shopping e delle grandi griffe. Abbandonato il rutilante carosello di marchi e catene della ricca Fifth Avenue, Giulia ha puntato decisa verso quartieri meno frequentati e meno conosciuti, anche se non per questo meno ricchi di fascino, muovendosi tra Lower East Side, Meatpacking e Nolita, con qualche incursione nei più noti Noho e Soho. «Ho scelto di visitare le zone meno commerciali - spiega Bernini - perché è proprio lì che si concentrano i negozi degli stilisti emergenti e dei creativi. Rispetto alla Fifth Avenue ho visto un'altra New York, sicuramente più povera e meno patinata. Però in questi quartieri la moda la si respira comunque, nei locali e tra la gente prima ancora che nei concept store di borse e abbigliamento e nelle installazioni degli artisti».
Sulle nuove tendenze lanciate dalla settimana della moda newyorkese, Bernini non ha nessun dubbio: da oltreoceano arriva chiaro l'invito a vestirsi in technicolor. «New York è un trionfo di colori: sgargianti, accesi, fluorescenti. Tutti i segmenti della moda, dalle grandi griffe alle catene più commerciali, hanno vetrine piene di rosa, di fucsia e di arancio. I colori vitaminici si ritrovano un po' dappertutto, dagli accessori alle profumerie, dall'intimo ai dolci».
Giulia ha approfittato del soggiorno newyorkese per rivedere due amiche carpigiane che vivono da tempo nella Grande Mela: Giorgia Righi, che lavora nello show room di Alessi, e la ballerina Anna Amadei, manager in un'agenzia di spettacoli. Insieme a quest'ultima c'era anche il marito, Daniel, ballerino di origini colombiane.






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