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LIBERO PENSIERO - Se il Papa è come un pastore davanti ai lupi
di Adamo Neri
Capire i famosi "segni dei tempi'' come invita il Concilio Ecumenico Vaticano II, oggi non è sicuramente facile. In questi ultimi mesi, due editoriali mi hanno molto colpito: quello dell'Osservatore Romano del 15 febbraio, e "Una fede indebolita nei palazzi degli intrighi" di Vittorio Messori del 13.2. Certo è che se l'Osservatore Romano abbandona il suo felpato linguaggio curiale per descrivere il Papa come un "pastore che non indietreggia davanti ai lupi'' e parla di "un pontificato che passerà alla storia, dissolvendo come fumo stereotipi duri a morire contrastando comportamenti irresponsabili e indegni'' vuole dire che la situazione è davvero seria e preoccupante. Sempre l'Osservatore indica che l'azione del Papa "...è stata caratterizzata da un'opera d'innovazione e purificazione perseguita con coraggio, tenacia e pazienza, nella consapevolezza che nottetempo nel campo il nemico semina zizzania''. E dividere il frumento dalla zizzania, non sta a noi, ma a Dio e quindi la zizzania c'è e cresce. Ma Messori va oltre, descrive un incontro con il Papa, il quale gli ha detto "... al punto in cui siamo, lo confesso: la fede, quella piena, quella che non esita, mi sembra essersi fatta cosi rara che, incontrandola, mi stupisce di più che l'incredulità'' e il giornalista sostiene che forse è proprio per questo che ha proclamato questo 2012 "anno della fede". Cos'è la fede? Sicuramente un dono, ma anche l'uscire da noi stessi e affidarsi completamente al Signore. Fede è frutto di dialogo, fede è carità: tanti sarebbero i motivi di riflessione.
E' quindi auspicabile un processo di purificazione e rinnovamento di tutta la Chiesa, Popolo di Dio. Alberto Maggi in un editoriale intitolato "Tra lupi e zizzania'' osserva: "Una Chiesa capace di accogliere la voce dei profeti e non spegnerla, non avrà mai paura del nemico che semina zizzania. Gesù, infatti, ammonisce i discepoli che più pericolosa della zizzania seminata dal diavolo è l'azione degli zelanti servi che propongono di andare a estirparla, con il rischio di sradicare il grano (Mt.13,25-43) e la storia della Chiesa insegna che troppo spesso, quanti si erigono a guardiani della fede non solo hanno sradicato il grano con la zizzania, ma accecati dal loro pio fanatismo, hanno eliminato il grano lasciando invadere il campo dalla zizzania''. Ma non è forse vero che in mezzo a noi ci sono onesti e disonesti? Sinceri e falsi, "polli che si credono aquile" e tutti vivono insieme? Sono piccoli elementi di riflessione che servono a leggere con distacco tanti avvenimenti e lotte di potere, guarda il caso che il ''potere'' è una delle tentazioni che il diavolo fa a Gesù nel deserto. Sicuramente stare a osservare e non intervenire o prendere posizione è impensabile, reagire si può, dicendo basta a questo spettacolo antievangelico.
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