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VOCE del 25 novembre 2004 » Lista articoli » Scheda articolo

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SETTEGIORNI
Sempre che la cosa duri e che il Premier non decida di sfilargli subito la poltrona con le elezioni anticipate (così, tanto per fargli capire chi comanda davvero), la notizia di Gianfranco Fini ministro degli Esteri è stuzzicante. Perché finalmente si vedrà chi sia davvero l'uomo tanto autorevole, sicuro e seducente nei comizi (indimenticabile quello, con piglio da condottiero, che tenne a Carpi nel 2001), quanto pigro, vago e spesso addirittura assente nei momenti che contano; sempre in testa nei sondaggi fra i leader più amati degli Italiani, quanto eternamente nell'ombra del dilagante Cavaliere; super impegnato, a suo dire, da vice presidente del Consiglio, ma sorpreso dai suoi nell'ufficio di palazzo Chigi (raccontano i gossip romani) davanti al televisore a guardarsi una partita di football americano.
Restiamo alla politica estera. Per rilevare i toni polemici che in Consiglio hanno caratterizzato il dibattito sui morti di Nassiriya. Una lotta serrata ha contrapposto due ordini del giorno sul quesito: si debbono ricordare i nostri connazionali uccisi un anno fa (Tirelli, di An) o anche tutte le vittime "di questa guerra profondamente ingiusta" (Donato, Ds)? Fallita la mediazione del consigliere Ghelfi (Udc) per un documento bipartisan, ognuno ha votato il proprio. Vien solo da pensare a quale giovamento trarrebbe la città se analogo calore si riscontrasse nella discussione dei piani particolareggiati, dei problemi della viabilità, del funzionamento e del costo dei servizi comunali. Ma è una pia illusione: uno straccio d'opinione sull'Iraq ce l'hanno tutti; più difficile è averne una su come, realisticamente, collegare Cibeno Pile al resto della città.
C'è poi da rallegrarsi che una casa editrice palermitana, la Promos, abbia avuto la sensibilità di pubblicare un libro come "Dorando Pietri, dalla via Emilia al West", scritto da Sergio Giuntini. Un segnale della popolarità di Dorando, certo, ma anche di un certo tasso di pigrizia nostrana. Giuntini venne chiamato dieci anni fa per scrivere la storia della Società ginnastica "La Patria": non si poteva estendergli l'incarico?




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