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Settimana al Vallauri con l'Europa per ospite - Con il Comenius studenti e prof da 6 paesi
Carpi - L'istituto professionale Vallauri è entrato ufficialmente nel progetto europeo Comenius e lo ha fatto ospitando per una settimana, dal 15 al 20 novembre, una delegazione di insegnanti e studenti, in rappresentanza di cinque scuole di altrettanti paesi: Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania e Slovacchia. "Anche in passato - spiega il preside Silvano Fontanesi - avevamo partecipato a iniziative di scambio culturale, sia con gli alunni che con i docenti, creando così le condizioni per potere dare vita al progetto. Con l'aiuto del Comune siamo riusciti a trovare una sistemazione per gli ospiti stranieri che hanno alloggiato in parte in albergo, in parte in famiglia. La settimana - continua - è stata invece dedicata a un lavoro di ricerca e di approfondimento sul commercio equo e solidale, un tema che sarà portato avanti anche in futuro e che ogni scuola svilupperà tenendo conto degli aspetti del proprio territorio e del proprio indirizzo di studi".
I ragazzi carpigiani, insieme a quelli stranieri, hanno visitato un ipermercato di Modena toccando, per così dire, con mano le iniziative messe in campo dalla grande distribuzione a favore dei paesi del Terzo mondo. Un'altra uscita è stata compiuta a Ferrara, presso uno dei più grandi importatori italiani di questi prodotti. Parte del lavoro è stato invece svolto a scuola dove gli studenti hanno focalizzato l'attenzione sull'importanza delle fibre naturali che provengono dal sud del pianeta. "Abbiamo voluto dare all'argomento - precisa Vanni Bortoli, insegnante di Italiano e Storia e coordinatore per il Vallauri dell'iniziativa - un taglio che fosse il più possibile vicino alla nostra tematica di studio. Visto che nella nostra scuola esiste un indirizzo Moda, abbiamo deciso di privilegiare il discorso delle materie prime per il tessile".
Elettrizzati dalla nuova esperienza, gli studenti e le studentesse del Valluri hanno naturalmente approfittato della permanenza dei coetanei stranieri per fare conversazione in Inglese e per stringere nuove amicizie. "Gli abbiamo intervistati - raccontano Eugenia e Melissa, classe Terza B -, per sapere come vivono nei loro paesi, come sono fatte le loro case e come sono organizzate le loro scuole. Ma abbiamo anche fatto domande di carattere più personale: abbiamo chiesto, per esempio, se sono fidanzati e se possiedono il telefono cellulare". Claudia, un'altra studentessa, ha notato invece le diverse abitudini in fatto d'abbigliamento: "Le ragazze straniere - commenta - sono più vestite rispetto a quelle italiane. Sicuramente non indossano le maglie corte e i pantaloni a vita bassa che lasciano scoperto l'ombelico". A Yusra, stessa classe, non è sfuggito un altro particolare: "Gli stranieri - dice - sono meno condizionati rispetto dalla moda e dalle firme. E questo, secondo me, è molto positivo". Infine una critica per come è stato condotto il progetto è arrivata da Luana. L'alunna ha lamentato lo scarso coinvolgimento della sua classe che non ha potuto partecipare, come invece hanno fatto la Quarta e la Quinta, alle gite a Modena e Ferrara.
Luana e le sue compagne avranno comunque modo di rifarsi. "Comenius" proseguirà infatti nel 2005. E il prossimo anno toccherà proprio a una delegazione di studenti del Vallauri fare le valigie e partire alla volta dell'Europa.
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