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Non c'è emergenza: no alle targhe alterne, si organizzi il traffico - Forza Italia propone
Carpi - Sul fronte dell'inquinamento dell'aria, più che insistere su una "pseudoemergenza" che non esiste, meglio sarebbe occuparsi del problema della mobilità nel suo insieme, approntando una serie di azioni delle quali dovrebbe occuparsi la figura del mobility manager prevista da un decreto del Ministero dell'Ambiente del 2000. Queste azioni vanno dal piano urbano del traffico all'adozione di asfalti fotocatalitici al trasporto pubblico a chiamata: si tratta, in ogni caso, di misure strutturali destinate a lasciare il segno e non di dubbia efficacia, come le targhe alterne.
Sono queste le conclusioni alle quali arriva un documento presentato in questi giorni dal gruppo consiliare di Forza Italia che non si chiude nella semplice polemica sulle targhe alterne, ma si fa apprezzare per lo sforzo propositivo.
Il documento parte da una constatazione: a Carpi non esiste una particolare situazione di criticità dell'aria, neppure per quanto riguarda le polveri. Gli sforamenti dei valori limite, per le polveri, sono stati "solo" 22 dal gennaio 2004 a oggi, mentre nell'agglomerato di comuni nei quali Carpi è inserita e in cui figura anche Modena, sono stati 50 nello stesso periodo. Visto che la circolazione dell'aria non conosce confini amministrativi, Carpi ha dunque più da temere per l'inquinamento altrui che per il proprio. E limitare la circolazione dei carpigiani significa penalizzarne la libertà di movimento per colpe che non sono loro. Per di più, se il 45 per cento delle polveri sono prodotte da veicoli pesanti, a che cosa servono restrizioni al traffico che riguardano proprio le zone dove essi entrano di rado?
Ecco dunque che sarebbero consigliabili "azioni" diverse, tutte più efficaci, alcune delle quali - come ha replicato l'assessore D'Addese ricordando i parcheggi scambiatori, le piste ciclabili, i fondi per la conversione dei mezzi non catalici, gli sconti per la bioedilizia - già operative o previste nei piani dell'Amministrazione comunale. Ce ne sono, tuttavia, anche di originali, come il trasporto pubblico a chiamata al posto di un'Arianna che, secondo il documento, "non decolla". O come l'asfalto che mangia lo smog in virtù della speciale malta di cui è composto. O ancora, il "gasolio bianco" (ovvero, ecologico) adottabile nel mercato extra rete - per esempio, dai mezzi del Comune -. C'è anche l'indicazione della conversione al metano o al gpl di tutti i mezzi pubblici circolanti. e, ovviamente, quella di un maggior numero di parcheggi.
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