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EVENTI E ATTUALITA' A CARPI » Polemica sull'Anpi

[messaggi: 9]

Polemica sull'Anpi
Venerdì 6 gennaio il consigliere comunale Pd Maddalena Zanni mi ha inviato una e-mail contenente una schermata proveniente dalla pagina facebook di Antonio Russo, consigliere comunale Pdl nonché responsabile della Giovane Italia Carpi. In questa pagina Russo ha postato un articolo proveniente da Il Giornale che parla della proposta di intitolare a Roma una via a Giorgio Almirante. Il titolo dell'articolo riporta il commento dell'Anpi-Lazio: "Raccapricciante". Russo ha accompagnato l'articolo chiedendosi: "Se una via dedicata a un grande Uomo è raccapricciante allora l'Anpi cos'è?" Domanda provocatoria astutamente sul limite. La risposta ben oltre il limite è arrivata prontamente da Francesco Della Casa, noto attivista della Giovane Italia Carpi: "una merda... come sempre...". Ho scritto immediatamente a Cristian Rostovi e ad Antonio Russo per ottenere la rimozione degli insulti relativi a questo post: Rostovi mi ha risposto che "Il commento di Della Casa è offensivo [...] Domani dico a Della Casa di cancellare il suo commento" (cit). Mi è sembrata una buona soluzione e sono rimasto in attesa. Russo invece - riferendosi all'insulto di Della Casa - ha risposto che "[...] Per quanto riguarda gli altri commenti, lascio la responsabilità ai responsabili, perchè la mia bacheca è assolutamente libera" (cit). Confidavo nell'autorità e nel buonsenso di Rostovi, eppure è tutto ancora lì. In questa sede non intendo discutere della figura di Almirante, né di cosa sia l'Anpi e di quanti iscritti raccolga a Carpi, né dei riferimenti ideologici della Giovane Italia e nemmeno di cosa sia la libertà d'espressione sui social-network. Mi limito a considerare che una simile ingiuria scritta da un membro della Giovane Italia Carpi sulla pagina facebook del responsabile della Giovane Italia Carpi - senza che nessuno l'abbia rimossa nonostante la mia richiesta - costituisce a tutti gli effetti un'ingiuria proveniente dalla Giovane Italia Carpi all'indirizzo dell'Anpi. Nell'attesa che quell'ingiuria venga rimossa, le due domande che rivolgo al coordinatore comunale del Pdl-Carpi Cristian Rostovi sono: qual è il concetto di confronto politico pubblico che ha la Giovane Italia a Carpi? Ma soprattutto: qual è a Carpi il livello di controllo del Pdl sulla Giovane Italia?
Concludo notando che le parole scelte da Della Casa sono un pessimo modo di omaggiare Giorgio Almirante.
Francesco Lioce, presidente Anpi - Carpi

Presidente Anpi Carpi, 12.01.2012, 17:22

R: Polemica sull'Anpi
Caro Presidente dell'ANPI di Carpi
visto che Lei rappresenta una istituzione di persone abituate a combattere, per favore, prenda atto che i suoi piagnistei non rendono di certo onore all'istituzione che rappresenta. I partigiani, quelli veri, non mandavano letterine al giornale per denunciare i nemici. Andavano a stanarli e li combattevano con coraggio.
Quindi, se Lei ritiene che l'ANPI sia stata ingiuriata, diffamata, villipesa da alcuni ragazzi su Facebook, presenti una querela alla Procura della Repubblica. Ma non la butti in polemica sterile sui giornali, non la butti in politica, e non rompa le balle al PDL. Inizi a occuparsi di cose serie, e la smetta di sfruttare pateticamente una associazione di reduci per farsi pubblicità personale.

Saluti

Roberto Benatti


Roberto Benatti, 12.01.2012, 17:23

R: Polemica sull'Anpi
Gent.mo Lioce,
con quale coraggio si interroga sul livello di confronto politico pubblico della Giovane Italia quando si è limitato alla mera e sterile polemica su Facebook e su un giornale cittadino, per di più chiamando in causa il Coordinatore del Popolo della Libertà al fine di intimare uno dei nostri militanti a rimuovere i propri commenti? Ma come? Proprio voi che sbandierate costantemente il diritto sacrosanto di espressione, evidentemente lo tirate fuori solo quando vi fa comodo. Lancio una proposta nella speranza che sia colta: invece di tralasciare, come dice Lei, i nostri riferimenti ideologici e valoriali, l'attività dell'Anpi a Carpi e l'impegno della Giovane Italia, iniziamo a smettere di essere militanti solo davanti al nostro Computer e intraprendiamo un confronto mettendoci la faccia. Almirante diceva che "la Destra o è coraggio o non è, è libertà o non è...". Noi ci sentiamo coraggiosi e soprattutto liberi...chissà che solo per una volta non potremmo trovarci d'accordo.

Annalisa Arletti
Giovane Italia Carpi

Annalisa, 13.01.2012, 13:57

Giorgio Almirante
"Firmatario nel 1938 del Manifesto della razza, dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione. Su questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, che già avevano portato all'approvazione nel 1938 delle leggi razziali fasciste. [...] Al pari delle altre camicie nere, si impegnò nella lotta ai partigiani in particolare in Val d'Ossola e nel grossetano. Qui, il 10 aprile 1944, apparve un manifesto firmato da Almirante in cui si decretava la pena della fucilazione per tutti i partigiani (definiti "sbandati", all'interno del manifesto) che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi."(http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Almirante).

"Il 13 giugno 1944, i reparti nazisti e fascisti irruppero a Niccioleta (GR) per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, avevano disertato di presentarsi ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto, firmato da Giorgio Almirante. Sei minatori (Ettore Sergentoni, con i figli Aldo e Alizzardo, Rinaldo Baffetti, Bruno Barabissi e Antimo Chigi) vennero fucilati subito nel piccolo cortile dietro il forno della dispensa, largo non più di tre metri. Il minatore Giovanni Gai riuscì a fuggire nella macchia, grazie ad un attimo di distrazione di un fascista di Porto Santo Stefano, Aurelio Picchianti, che si stava arrotolando una sigaretta. Altri 150 operai furono portati a Castelnuovo di Val di Cecina, e la sera del 14 giugno, 77 minatori vennero giustiziati sulla strada per Larderello, 21 deportati in Germania e gli altri liberati. In tutto perirono nella strage 83 operai di Niccioleta." (http://it.wikipedia.org/wiki/Niccioleta)

Qui non si dovrebbe discutere se sia giusto o meno che a Roma sia intitolata una via ad Almirante, ma piuttosto del perché quest'uomo non abbia passato la sua vita in galera.

Simone Martini, 13.01.2012, 23:31

R: Polemica sull'Anpi
Io vivo fuori Carpi ma vengo in piazza con mia moglie il sabato, e quasi tutte le volte che sono passato ho sempre visto i ragazzi della Giovane Italia con il loro banchetto. E tutte le volte che mi sono fermato mi hanno sempre dato volantini con argomenti riguardanti la città.
La stessa cosa non la posso dire né per i Giovani del Pd né tantomeno per il signor Lioce dell'Anpi che ha scritto l'articolo. Non li ho mai visti stare in piazza con il bello e il brutto tempo a fare qualcosa di concreto per Carpi. E questo per me basta a far capire chi è abituato a chiacchierare e chi a fare!
Se poi dobbiamo giudicare le persone per le loro parole vi vorrei ricordare che il tanto compianto partigiano Giorgio Bocca aderì al "Manifesto della razza", fu fascista e scrisse articoli antisemiti. Definì la gente del sud orrenda, Napoli un cimiciaio e si definì omofobo. Ma a chi passa dalla parte giusta si perdona sempre tutto..
Io mi ricordo anche che quando Berlinguer morì Almirante andò senza scorta in fila come tutti a rendere omaggio a un grande nemico e credo che oggi in politica a destra come a sinistra farebbero un gran bene uomini del calibro di Almirante o di Berlinguer appunto che pur avendo idee molto diverse sapevano rispettarsi.
Allora signor Lioce per difendere le sue idee perché anziché fare tante parole sul giornale non va un sabato in piazza da quei ragazzi e si confronta con loro? E su questo mi farebbe piacere avere una sua risposta.

Cordiali saluti
Gianni Arletti

Gianni Arletti, 14.01.2012, 1:30

R: Polemica sull'Anpi
Buongiorno a tutti, mi inserisco nella discussione.
Mi rivolgo in particolare al sr. Gianni Arletti che purtroppo non conosco.
E' vero, ammetto che come Anpi Carpi non possiamo vantare lo stesso numero di presenze in piazza dei ragazzi della Giovane Italia. E' una lacuna che dovremmo colmare. Con tutta sincerità non è però del tutto vero che durante l'anno non siamo mai presenti in piazza. Diciamo che le nostre presenze si concentrano in un determinato periodo: i mesi di aprile, maggio e giugno in occasione di importanti ricorrenze per la nostra Repubblica.
E' una presenza esigua certo, ma ci impegneremo a fare di meglio.
Volevo inoltre precisare che gli attuali giovani attivisti dell'Anpi Carpi ( tra cui il sottoscritto ) non sono attivisti del Pd e non hanno in tasca alcuna tessera di partito (e questo è un aspetto che forse lei ignora dato che mi sembra che lei ci abbia equiparato). Rispondo ad un'altra osservazione che lei ha posto: cioè il fatto che l'Anpi non fa niente per Carpi. Ribadisco che l'Anpi può fare di più su questo fronte, ma forse lei confonde gli scopi della nostra associazione con quelli di un partito.
Per citare un esempio anche banale se vogliamo: lei non può aspettarsi che le lasciamo un volantino che denunci la presenza di buche in una via di carpi, problemi tecnici all'erogatore pubblico di acqua o il senso unico di una via. Questi sono compiti dei partiti.
Noi agiamo su un piano storico-politico-culturale per affrontare anche i problemi incalzanti del presente ( organizziamo conferenze e seminari in collaborazione con il museo del Deportato, la Fondazione ex campo di Fossoli e l'Istituto Storico di Modena, produciamo documentari storici e articoli per l'editoria, presentazioni di nuove opere librarie, partecipiamo a ricorrenze e commemorazioni, dall'anno scorso organizziamo la festa comunale dell'Anpi, manteniamo rapporti con le scuole ed organizziamo gite delle scuole nei luoghi della memoria tra cui i lager di Mauthausen e Auscwitz ). Le nostre battaglie vertono su: contrasto al revisionismo e neofascismo, conservazione della memoria della Liberazione dal nazi-fascismo in italia ed europa, difesa dell'Unità d'Italia, della Costituzione e del lavoro, debellare la corruzione, contrastare i tagli verso l'istruzione, affrontare il tema dell'immigrazione sulla base delle leggi costituzionali, giustizia fondata sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, lottare contro ma fia e poteri criminali infiltratisi nelle nostre zone. In merito a quest'ultimo scopo: "lotta contro mafia e poteri criminali" , daremo vita ad un soggetto apartitico che raggruppi persone con medesime sensibilità, ma afferenti ad associazioni apparentemente distanti fra loro. Non aggiungo altro, questa è una sorpresa che doneremo alla cittadinanza dell'Unione delle Terre d'Argine.

Cordiali saluti

Barbieri Stefano, 26 anni.
Vice-Presidente Anpi Carpi

Barbieri Stefano, 14.01.2012, 20:02

Giorgio Almirante. Il processo per favoreggiamento a seguito della Strage di Peteano:
"In seguito alle indagini sulla Strage di Peteano, il terrorista neofascista Vincenzo Vinciguerra - reo confesso per la strage - rivelò nel 1982 come Almirante avesse fatto pervenire la somma di 35.000 dollari al terrorista Carlo Cicuttini, dirigente del MSI friulano e coautore della strage, affinché modificasse la sua voce durante la sua latitanza in Spagna mediante un apposito intervento alle corde vocali: tale intervento si rendeva necessario poiché Cicuttini, oltre ad aver collocato materialmente la bomba assieme a Vinciguerra, si era reso autore della telefonata che aveva attirato in trappola i carabinieri e la sua voce era stata identificata mediante successivo confronto con la registrazione di un comizio del MSI da lui tenuto. Nel giugno del 1986, a seguito dell'emersione dei documenti che provavano il passaggio del denaro tramite una banca di Lugano, il Banco di Bilbao ed il Banco Atlantico, Giorgio Almirante e l'avvocato goriziano Eno Pascoli vennero rinviati a giudizio per il reato di favoreggiamento aggravato verso i due terroristi neofascisti. Pascoli verrà condannato per il fatto; Almirante invece, dopo un'iniziale condanna, si fece più volte scudo dell'immunità parlamentare, all'epoca ancora riconosciuta a deputati e senatori, anche per sottrarsi agli interrogatori fin quando si avvalse di un'amnistia grazie alla quale uscì definitivamente dal processo, nonostante la legge ne prevedesse già da molti anni la rinunciabilità proprio al fine di tutelare il diritto dell'imputato all'accertamento dei fatti."

Sicuramente Berlinguer è stato un "grande nemico", ma non si può dire che Almirante sia stato un grande uomo. E' stato semmai un uomo fortunato, non essendo stato chiamato a pagare per i crimini commessi. Si è avvalso dell'immunità parlamentare e dell'amnistia, quando avrebbe potuto rifiutarla. A questo punto mi piacerebbe chiedere ad Antonio Russo, Francesco Della Casa e ad Annalisa Arletti se sono ancora convinti che Almirante sia stato un grande uomo, onesto, pulito; se si riconoscono nel fascismo, se ritengono di esaltarne gli esponti e gli ideali. Sarebbe gentile da parte loro una risposta. "La destra o è coraggio o non è".

Simone Martini, 14.01.2012, 23:27

R: Polemica sull'Anpi
Al sig. Barbieri, la ringrazio per la sua cordiale risposta, ho capito l'intento della vostra associazione che forse avevo frainteso. Ma quello che io ho chiesto al signor Lioce, che potrebbe anche rispondere, è perché non si cerca un confronto aperto. Facile parlare sui giornali ma perché non andare a parlare con quei ragazzi? Perché non chiedere un dibattito pubblico o qualcosa di simile. In fondo se avete ragione le persone vi daranno ragione.. Di che cosa avete paura?

Cordiali saluti
Gianni Arletti

Gianni Arletti, 17.01.2012, 1:49

R: Polemica sull'Anpi
Gentile sig. Arletti,
nella mia lettera aperta ho chiesto conto di un'ingiuria, non l'organizzazione di un dibattito pubblico. Le assicuro comunque che con le tante iniziative che abbiamo in programma non mancheranno certo le occasioni di confronto, sia sul posto sia sulla stampa.

Un cordiale saluto
Francesco Lioce

Francesco Lioce, 19.01.2012, 15:17



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