No alle costruzioni sui pozzi di Cognento
Che i Comuni siano tra i principali responsabili della cementificazione della pianura padana non è una novità: a caccia di oneri da urbanizzazioni hanno consentito si costruisse di tutto e dappertutto, ma rappresenta senza dubbio una novità costruire di proposito sulle falde acquifere.
Vi è un elevato rischio che questa crisi ci porti a ragionare solo in termini economici, facendoci perdere di vista, beni ben più portanti per il nostro benessere e la nostra salute, come aria e acqua che sono anche di vitale importanza per le future generazioni.
Dai dati riportati dai rilevatori, a Carpi l'aria ce la siamo già giocata, ma l'uomo si ammala e muore soltanto dopo anni, e non abbiamo ancora fatto il collegamento, ci stiamo ancora chiedendo quanto e se c'entri l'inquinamento. Però fronteggiamo seriamente il problema chiudendo il centro storico il giovedì...
Nella attuale realtà di demolizione dello stato sociale, dove i profitti sono a beneficio delle lobby e o comunque privatizzati e le perdite socializzate, pubbliche a carico dei cittadini, si può inserire tranquillamente la questione dei campi acquiferi di Cognento.
Da una parte interessi forti di istituti di credito e cooperative di costruzione in quel luogo hanno intravisto il maggior interesse, il maggior guadagno a costruire e monetizzare (non si spiegherebbe altrimenti l'attaccamento all'area dei campi acquiferi, dove Aimag, di cui il Comune di Carpi è il maggior azionista, preleva l'acqua per dissetare mezza Provincia).
Dall'altra gli interessi dei cittadini che, come prevedibile, fra qualche anno avranno seri problemi che saranno completamente a carico loro, e di Aimag cioè sempre loro (obiettivo delle imprese sarà guadagnarci poi nell'aiutarli a risolvere i problemi, ed ecco pronti depuratori di ultima generazione...).
Ma i nostri Comuni non sono tutti a favore dell'ambiente? Dichiarano di voler costruire sull'esistente e di ristrutturare i centri per non cementificare altro terreno agricolo. A Carpi, poi, l'assessore all'Ambiente, Simone Tosi sostiene che ascoltiamo il rumore degli alberi che crescono, ma per la verità finora hanno prevalso il rumore delle motoseghe e lo schianto degli alberi che cadono. Riunioni, convegni, seminari, esperti dell'ambiente, e allora? Predicano bene e razzolano male, se nello specifico sono pronti a rischiare l'acqua potabile di tutti per guadagni a favore di pochi, senza assumere una posizione contraria solo perché politicamente della stessa parrocchia. Non meravigliamoci se poi nascono comitati e liste civiche.
Questa crisi, sta creando seri problemi a una cospicua parte di cittadini, farsi promotori del rischio di fargli perdere anche l'acqua potabile, credo sia politicamente disastroso. Se avevamo qualche dubbio, anche questa vicenda sta a confermare che politica e affari sono ormai un tutt'uno e prevalgono senza alcun dubbio i secondi. Mi viene alla mente quando al camorrista fecero notare che le sostanze tossiche avrebbero inquinato la falda, e lui rispose chissenefrega, noi teniamo i soldi e ci compriamo l'acqua minerale.
A Carpi servono urgentemente entro l'estate, altre due Case dell'acqua, una a sud e una a nord, per inquinare di meno risparmiando plastica e gasolio per i trasporti, per aiutare chi è in difficoltà. Ribadiamo che l'acqua è un bene primario irrinunciabile, che deve essere a disposizione di tutti, quindi pubblica, e soprattutto perché se ognuno si deve beve la sua dovrebbe saggiamente stare ben attento a non inquinarla, non come nel caso dei pozzi dove si vuole fare esattamente il contrario. E' dovere nostro come cittadini mobilitarci, creare un movimento d'opinione che consenta di salvaguardare quel po' di acqua potabile che ancora ci resta, senza che ne venga per nessuna ragione messa a rischio la potabilità. Bisogna sostenere la messa in sicurezza dell'intera area, lo dobbiamo fare soprattutto per i giovani ai quali lasciamo già una montagna di debiti, poco lavoro, aria e acqua inquinata. Non vi pare che basti? E' da irresponsabili, sostenere questa urbanizzazione sui campi acquiferi a Cognento.
Vanel Salati, Ekoclub - Carpi
Vanel Salati, 10.02.2012, 11:17
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