I dati sulla ricostruzione il tesoretto e che ci fa Travasoni in tv?

Seduta molto accesa del Consiglio comunale

I dati sulla ricostruzione il tesoretto e che ci fa Travasoni in tv?

È stata una seduta “pepata” quella del Consiglio comunale di Novi dello scorso giovedì. Le prime scintille sono volate già al question time di inizio serata, all’interpellanza del centro sinistra relativa alla puntata del 23 maggio scorso del programma televisivo di Trc, “Detto tra noi”, che ha visto protagonisti il sindaco Enrico Diacci e il presidente della lista civica Noi, Gian Paolo Travasoni, a presentare, tra le altre cose, il nuovo look del giornale comunale Novinforma. “Visto che si tratta di uno strumento di informazione di tutta la cittadinanza e non di un solo movimento politico, come può il presidente della lista parlare a nome del Comune?”, ha chiesto la capogruppo del centro sinistra Giulia Olivetti. “La redazione mi ha invitato a partecipare alla trasmissione – ha replicato Diacci – per presentare le novità dell’Amministrazione comunale e, in quel contesto, è stato invitato anche un rappresentante della lista civica per un breve bilancio a un anno dal successo elettorale. Le finalità e i tipi di intervento erano quindi molto diversi”. 

Altri livori sono emersi sul tema della ricostruzione: è stato ancora una volta il centro sinistra a proporre un ordine del giorno che chiamava la Giunta a rendicontare le azioni messe in campo finora per velocizzare l’iter di erogazione dei contributi, punto chiave del programma della lista civica in campagna elettorale. “Al nostro insediamento – ha spiegato l’assessore competente Susanna Bacchelli – abbiamo riscontrato una mancanza di collaborazione da parte degli altri Enti, frutto di rapporti interrotti e compromessi a causa di un atteggiamento spesso arrogante tenuto negli anni passati e a mancanza di fiducia da parte dei cittadini. Il nostro primo impegno è stato quindi quello di riprendere una relazione propositiva con entrambi”. Il ritmo dell’erogazione dei contributi poi, sarebbe rimasto costante se non addirittura aumentato, soprattutto per quanto riguarda i Sal, passati dal 63 al 71,5 per cento. Tutto questo, ha ribadito l’Assessore, tenendo conto di scadenze, complessità dei progetti (terminati gli interventi più semplici, sono rimaste le pratiche più gravi, le cosiddette classe E) e di un personale non sufficiente. Molto lavoro si sarebbe poi concentrato in Unione Terre d’Argine, dove il sindaco Diacci ha lavorato per la riorganizzazione della “Struttura sismica”, un gruppo di coordinamento dei progetti di ricostruzione del territorio, definendo nuove regole e ruoli. 

 

 “Con questo ordine del giorno abbiamo voluto farvi aprire gli occhi e farvi capire che i miracoli non li fa nessuno – ha affermato invece Dario Zenoni –. Conosciamo bene le problematiche di cui parlate e non mettiamo in dubbio l’impegno della Giunta, ma è bene che vi assumiate la responsabilità delle vostre parole”.

Si è discusso molto anche di equilibri finanziari con l’assestamento generale al Bilancio di previsione 2018/2020 e la variazione del Piano Poliennale degli Investimenti 2018/2020: al Comune di Novi è stato infatti riconosciuto, da parte della Regione, un rimborso relativo all’Imu degli immobili inagibili, che porta il “tesoretto” di Novi a un totale di circa 1,5 milioni di euro. Rispetto al bilancio di previsione presentato ai cittadini, i conti del Comune si arricchiscono di ulteriori risorse che saranno destinate a imprese (con un investimento di quasi 100 mila euro), manutenzione delle strade, rifacimento degli impianti sportivi, interventi sul verde pubblico e diverse altre azioni nei luoghi della collettività.

“Si continua ad accantonare risorse senza spenderle quando ce ne sarebbe davvero un gran bisogno, basta farsi una passeggiata tra le strade del Comune – è stata la critica del centro sinistra –. È forse la prima volta che questo Comune dispone di tali risorse che però non vengono impiegate: questo è un po’ il nostro rammarico”. 

 

“Nei prossimi anni dovremo affrontare la ricostruzione di alcuni spazi pubblici, come le piazze di Rovereto e Sant’Antonio, la cui copertura economica non è certa – ha concluso Fabbri –. Dobbiamo quindi assicurarci che, al di là dei contributi pubblici, ci siano le risorse per completare queste operazioni. Abbiamo già detto che avremmo gestito eventuali avanzi secondo alcune priorità (ricostruzione, scuola ed urgenze) e intendiamo procedere in questo modo. Questa è la nostra scelta, che può anche essere non condivisibile”.

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