Polemica Benatti Morelli sui déhors: chi risponde a trenzpruca@vattelapesca.it?

Polemica Benatti Morelli sui déhors: chi risponde a trenzpruca@vattelapesca.it?

E' una polemica senza fine, quella che oppone il consigliere Roberto Benatti e l'assessore e vicesindaco Simone Morelli in materia di déhors.

 

L'ultima in ordine di tempo riguarda una risposta, definita da Benatti "aberrante”, fornita da Morelli alla sua richiesta di sapere se sia vero che nei déhors sotto i portici (la foto è di repertorio) il Regolamento preveda che non vengano più ammesse pareti divisorie degli spazi delimitati. Nell'interrogazione, risalente al 3 luglio scorso, Benatti precisava che le divisorie in questione riguardavano i déhors sotto i portici, ammesse nel vecchio Regolamento ed eliminate in quello nuovo che elenca invece, come unici arredi possibili sotto i portici, tavoli, sedie, tavoli alti e sgabelli. Il consigliere, oltre alla conferma di questa norma che avrebbe imposto agli esercenti di togliere le divisorie entro il 9 luglio, chiedeva di individuare un modo per eliminare “...questa assurda prescrizione, senza creare problemi agli esercenti che hanno fatto cospicui investimenti”.

 

 

La risposta di Morelli è arrivata un mese dopo, è indirizzata al Consigliere e al Presidente del Consiglio comunale e vi figura un indirizzo e-mail – non è chiaro se del mittente o del destinatario – a dir poco beffardo e fantasioso: trenzpruca@vattelapesca.it.

 

In cinque righe l'Assessore nega che nel nuovo Regolamento vi sia alcuna prescrizione di questo genere, invocando a conferma il fatto che le pareti divisorie vengono ammesse, "purché trasparenti”. Questo tipo di pareti divisorie trasparenti e appese alle coperture si riferiscono però ai déhors esterni, non a quelli sotto i portici. L'Assessore ha dunque negato la prescrizione relativa ai déhors sotto i portici, servendosi delle norme che regolano quelli esterni che c'entrano nulla.

 

 

Dal che Roberto Benatti ha tratto spunto per rivolgersi con una lettera al Presidente del Consiglio comunale, per denunciare il tentativo dell'Assessore di rimediare a un provvedimento sbagliato del Regolamento da lui voluto, senza però passare dal Consiglio comunale, nel quale quella contraddizione sarebbe venuta a galla con tutta evidenza, a dimostrazione di un Regolamento scritto male anche se non lo si vuole ammettere. Da qui la richiesta di portare la materia di nuovo alla discussione, secondo le modalità che lo stesso Presidente riterrà di individuare.

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