Poco posto per leggere nella biblioteca glamour

Si studia, si socializza, ci si incontra, si conversa e...c’è anche chi sfila

Poco posto per leggere nella biblioteca glamour

Carpi – Sono le 15 di un qualsiasi lunedì di gennaio. Una calca di studenti è in attesa dell’apertura delle porte della biblioteca Loria, con il loro carico di libri e appunti da studiare: siamo in periodo di esami e i posti a sedere non bastano mai. Bisogna arrivare per tempo, anzi decisamente in anticipo e correre a occupare i tavoli per sé e per gli amici ritardatari. All’apertura delle porte si scatena l’inferno: una mandria di ragazzi in corsa sulle scale ad accaparrarsi il posto migliore, di quelle resse che si vedono solo all’apertura dei cancelli per un concerto.

Nel giro di dieci minuti dall’apertura, rimane disponibile solo qualche posto singolo qua e là. Pensare di arrivare alle 16 equivale a una totale perdita di tempo: lo si legge sul viso degli sconsolati che girovagano per i corridoi alla ricerca di un angolino libero. Ma nei periodi di punta sono pieni persino la sala lettura, l’aula multimediale, l’ambiente espositivo e il bar.

Nei giorni a orario continuato la situazione non migliora: sono sicuramente meno i mattinieri, ma se fino a qualche anno fa si poteva sperare nella pausa pranzo per soffiare il posto a qualcuno, negli ultimi mesi è meglio lasciare le proprie speranze fuori dalla porta. 

I “generali” della biblioteca, poi (i bibliotecari), non ne fanno passare una: “È vietato tenere occupati i posti nella pausa pranzo (13,30-15). Tutti i libri lasciati incustoditi saranno rimossi dagli addetti alla biblioteca”, recitano i cartelli posti sui tavoli. E non ci si può assentare più di dieci minuti per evitare di perdere il posto.

Il motivo di tanto accanimento è il continuo aumento di studenti che scelgono di studiare in biblioteca: non è più solo un ambiente favorevole allo studio, ma anche un luogo di socializzazione, uno spazio di incontro per conciliare “dovere” e compagnia. È infatti ormai l’ambiente preferito per gli studenti universitari e sempre più spesso per i ragazzi delle scuole superiori, una sorta di osservatorio sulle dinamiche giovanili a Carpi.

Normalmente al primo piano trovano posto gli “studiosi”, quasi sempre universitari (ma anche professori o ricercatori) e quasi sempre interessati unicamente allo studio. Al secondo si vedono invece i ragazzi più giovani, le comitive, gli annoiati che generano un continuo brusio di sottofondo.

È qui che si vedono più facilmente le dinamiche più divertenti, le occhiatacce, i gossip, i flirt, consumati sugli scalini della biblioteca.

Verso le 17 inizia l’esodo: la scusa di una pausa caffè, che finisce per durare un’ora o un’ora e mezza e poi è ora dell’aperitivo e il bar accende la musica e poi “anche oggi si studia domani”. 

Andare in biblioteca per gli under 25 è quindi diventato un appuntamento fisso e, come ogni luogo di aggregazione che si rispetti, l’abbigliamento deve essere adeguato: gli occhi e le labbra delle ragazze, anche giovanissime, si tingono di nero, rosso o bordeaux. E poi jeans firmati, scarpe all’ultimo grido e abbigliamento stiloso. Qualcuna osa persino un tacco dodici.

Non sorprende che a chiedere un potenziamento degli orari e delle aule studio siano stati i giovani stessi: i Giovani Democratici hanno infatti presentato una mozione in Consiglio comunale, a firma di Martina Arletti, Stefania Boccaletti e Monia Mussini, poi approvata all’unanimità. Il documento riprende una delibera del Consiglio, datata settembre 2015, che ha stanziato 250 mila euro per un progetto di riqualificazione del piano terra della biblioteca (ora occupato dal servizio di videoteca, prestito bibliotecario e internet point). Le consigliere propongono quindi di valutare il potenziamento degli spazi per lo studio e di ampliare gli orari di apetura, facendo gestire il servizio a un gruppo di volontari, affinché siano più adatti alle esigenze dei più giovani.

La proposta è ora al vaglio dei tecnici. Chissà se gli studenti di oggi riusciranno a usufruire dei nuovi spazi. Siamo sicuri che gradirebbero.

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