Ecoendoscopia ok su 95enne

Tecnica d’avanguardia applicata dal dottor Barbera per colecistite acuta

Ecoendoscopia ok su 95enne

CARPI – Era giunta al Pronto Soccorso del Ramazzini con una colecistite acuta importante, dolori lancinanti, febbre alta e un quadro clinico complessivo abbastanza complicato, aggravato dall’età molto avanzata: 95 anni. È stata sottoposta ad un intervento d’urgenza in ecoendoscopia con una tecnica d’avanguardia, una fra le primissime effettuate in tutt’Italia e in Europa; nel giro di pochi minuti la situazione clinica della pensionata si è stabilizzata e l’emergenza è stata risolta. 

Pieno successo al Ramazzini del primo intervento interamente in ecoendoscopia alla coleciste, il piccolo organo che secerne la bile e che si trova fra il fegato e il duodeno. Lo ha effettuato, grazie all’utilizzo dello strumento ecoendoscopico in dotazione al nosocomio carpigiano (effetto di una donazione di privati nel 2012) il dottor Carmelo Barbera (nella foto), specialista in endoscopia in servizio al Ramazzini dal 2010. «Si è trattato di uno dei primi interventi del genere effettuati in Italia con l’applicazione di una piccola protesi metallica in Nitinol (una lega di nichel e di titanio rivestita di silicone) che consente un drenaggio diretto della bile dalla coleciste, gravata di calcoli, al duodeno risolvendo il problema. L’inserimento della protesi, in gergo tecnico lumen apposing metal stent, è stato effettuato interamente con la tecnica ecoendoscopica, che è decisamente meno invasiva della tradizionale tecnica chirurgica la quale, in questo caso, avrebbe avuto insuperabili controindicazioni vista l’età della paziente». 

Di norma, infatti, i calcoli alla colecisti possono essere rimossi in via chirurgica ma l’intervento è abbastanza complesso, viene effettuato in anestesia generale e può comportare una lunga degenza post operatoria. «Con la nuova tecnica applicata – spiega invece il dottor Barbera, la cui unità operativa fa parte del servizio di endoscopia dell’Ausl, diretto dalla dottoressa Rita Conigliaro – l’intervento vero e proprio dura pochi minuti, viene svolto in anestesia locale, limita le complicanze registrate con gli interventi tradizionali e la paziente, se non ha altre patologie, può essere dimessa in pochissimi giorni, Può essere utilizzata quando le altre tecniche non sono percorribili, come nel caso della nostra novantacinquenne». 

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