Plastica a casa e raccolta diradata per i bidoni grigi: le domande di Tosi

Plastica a casa e raccolta diradata per i bidoni grigi: le domande di Tosi

Ieri sera le ha rivolte al Consiglio. Prime reazioni

Inserire anche la plastica nella raccolta domiciliare e non recapitarla più ai cassonetti gialli? Diradare i giri per la raccolta dell’indifferenziato (bidoni grigi)? Ieri sera l’assessore Tosi, in Consiglio comunale, le ha prospettate come “domande” ai Consiglieri, come semplici ipotesi di “scenari futuri”, ma sono di quelle domande e ipotesi che prefigurano già una scelta.

In sostanza, Aimag si è accorta che la plastica raccolta, soprattutto perché nei cassonetti gialli ci finisce di tutto, richiede trattamenti per renderla commerciale che finiscono per equiparare l’entrata alla spesa. Da qui l’ipotesi dell’Assessore: perché non pensare di inserirla fra i rifiuti raccolti porta a porta? Non sarebbe la garanzia di una migliore differenziazione eseguita direttamente dai cittadini che renderebbe migliore il rifiuto plastica?  Il punto è, come spiegato dalla stessa Aimag in varie occasioni, che la plastica rappresenta la netta maggioranza dei rifiuti domestici e conservarla in casa creerebbe indubbi problemi di spazi, sempre che la raccolta non diventi almeno settimanale.

 

Seconda questione aperta da Tosi: visto che siamo arrivati a un punto tale di raccolta differenziata da ridurre al 10 per cento del totale l’indifferenziato (bidone grigio), al punto da costringere i furgoni Aimag il più delle volte a girare a vuoto; e visto che è su quel dieci per cento che viene calcolata la Tari, perché non diradare il giro dei furgoni stessi, limitandolo a una volta ogni 20/30 giorni, anziché come avviene ora, secondo le zone, a raccolte settimanali o quindicinali? Abbattendo i giri si abbatterebbero anche i costi per la raccolta di quel dieci per cento che ora “mantiene” l’intero sistema.

Le prime reazioni in Consiglio non sono state proprio positive. Da Forza Italia è giunta l’obiezione che sulla plastica si costringerebbero gli utenti a un ulteriore sforzo di differenziazione “scientifica” tra i diversi tipi di imballaggio, mentre Carpi Futura ha obiettato che diradare i giri di raccolta dell’indifferenziato, lasciandolo più a lungo a domicilio, rischia di generare odori, perché anche l’indifferenziato, anche se non è l’organico, alla lunga puzza. 

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