Champion, da Carpi nel mondo

La nuova dimensione dell’azienda spiegata dal presidente Sauro Mambrini

Champion, da Carpi nel mondo

L’intervista dopo l’annuncio condiviso con i dipendenti

Carpi – Ha riunito tutti e centocinquanta i collaboratori del quartier generale di via dell’Agricoltura. Poi il Presidente e Amministratore Delegato di Champion Europe Sauro Mambrini ha chiesto di spegnere i cellulari e ha aperto il meeting con Sunshine of your love dei Cream, la band del primo Eric Clapton che ha segnato una generazione. La scelta del brano non è casuale: il titolo è un’implicita dichiarazione d’amore per il marchio Champion, che Mambrini ha portato per la prima volta dagli Stati Uniti in Italia nel 1979 e di cui è il leader ancora oggi. L’inizio e la continuazione di una lunga storia di entusiasmo e passione. Mentre le note andavano sfumando, con voce calma ha scandito: “Ho una notizia straordinaria da darvi, in contemporanea con New York e con le nostre altre sedi di Stoccolma, Barcellona, Dublino, Atene”. 

Nella sala dove pareva che il silenzio e la tensione si potessero tagliare a fette, ha continuato: “È la miglior cosa che potesse capitare, per cui se avete due armadi per le belle e le brutte notizie, questa è da mettere nell’armadio delle belle”. È infatti una bella notizia, ha aggiunto subito dopo “…diventare più forti, più solidi, più grandi senza perdere la nostra identità. Perché oggi ritorniamo a essere un marchio globale”, indicando un planisfero. 

Ed è stata questa visione plastica dell’estensione mondiale del marchio Champion che ha fatto liberare la tensione della sala in un lungo ed emozionante applauso.

Sauro Mambrini ha poi continuato a spiegare al suo Team come avverrà questo cambiamento e che cosa succederà. 

Sono le stesse domande che le rivolgiamo anche noi, Mambrini: adesso che cosa accadrà?

«La nostra società, Champion Europe, aveva dal 2001 la proprietà del marchio Champion per i territori dell’Europa, del Medio Oriente e dell’Africa (EMEA). HanesBrands aveva invece la proprietà per le Americhe e per l’area del Pacifico. HanesBrands ha finalizzato un accordo definitivo per l’acquisizione del Gruppo Champion Europe, con l’obiettivo strategico di unificare il marchio Champion sotto la stessa insegna. HanesBrands è una società multinazionale americana fondata nel 1901, con sede in North Carolina, un fatturato di quasi 6 miliardi di dollari e 65 mila dipendenti nel mondo che, assieme a quelli di Champion Europe, diventeranno 66 mila. È un’azienda finanziariamente molto solida, quotata alla borsa di New York, inserita nella lista delle maggiori aziende statunitensi e con una forte reputazione di azienda etica, sia nei confronti dei propri collaboratori, sia per le tematiche relative all’ambiente e alla sostenibilità. Tutto questo ci rende orgogliosi di farne parte»

Quali sono le aspettative della riunificazione del marchio a livello mondiale?

«Facendo leva sui punti di forza e sulle specifiche competenze di ognuna delle due Aziende, HanesBrands e Champion Europe sono fortemente convinte che questa partnership sia un elemento di ulteriore accelerazione per la crescita del business Champion in EMEA e ovunque nel mondo»

Partiamo dai mercati…

«Il tema di questa acquisizione è proprio quello della crescita e delle opportunità di sviluppo. Ci saranno significative possibilità per il brand Champion di rafforzare la propria presenza nei mercati esistenti, così come di espandersi in nuovi mercati senza vincoli geografici. C’è un unico marchio Champion e questo rappresenta non solo una semplificazione delle logiche di business, ma una straordinaria piattaforma per la crescita di Champion in ogni continente, anche grazie allo sviluppo strategico del canale di vendita online»

E quanto ai prodotti?

«A Champion Europe viene riconosciuta una forte identità di prodotto, fatta di qualità, innovazione, creatività e straordinarie caratteristiche tecniche. Il nostro designed in Italy è un insostituibile valore aggiunto che andrà ad arricchire e a diversificare il prodotto Champion disegnato a New York e a Tokyo. Una contaminazione di stili e ispirazioni davvero eccezionale. Inoltre abbiamo anche un altro punto di forza»

Vale a dire?

«L’aver costruito un modello di business flessibile, efficiente, che si è adattato rapidamente alla diversità dei paesi in cui Champion Europe opera. Dobbiamo infatti rispondere alle esigenze di una clientela molto differenziata per geografia, gusto, sensibilità, esigenze d’uso del prodotto. È per questo che abbiamo implementato modelli che sintetizzano la nostra esperienza in tre diversi canali distributivi, Wholesale, Retail e Licensing, così da creare situazioni di business profittevoli in paesi dalle condizioni di mercato e dalla clientela più diverse. HanesBrands considera questa competenza un grande valore aggiunto»

Adesso può dirci quale sarà la sua posizione e quella dei suoi collaboratori all’interno del Gruppo HanesBrands?

«La nostra organizzazione sarà gestita in maniera coordinata con quella di Champion a livello mondiale ma rimarrà indipendente da tutto il resto dei marchi del Gruppo HanesBrands. Quindi che cosa cambierà? Tutto e niente, se mi permette. Diventiamo parte di una realtà più grande, avremo i benefici di fare parte di un Gruppo solido e prestigioso, pur continuando a lavorare sulla nostra identità di brand così come abbiamo fatto fino a oggi. Per quanto mi riguarda, dopo 37 anni di vita professionale in Champion ho accettato con grande piacere di continuare a ricoprire il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Champion Europe per conto di HanesBrands. La riunificazione strategica del brand rappresenta un business da oltre un miliardo di dollari, in termini di vendite nette a livello mondiale, e conferma Champion tra i principali e più storici marchi di abbigliamento sportivo e calzature nel mondo. Gli obiettivi del Gruppo sono inoltre quelli di raddoppiare il fatturato a livello globale nei prossimi cinque anni: è davvero stimolante essere protagonisti di questo progetto»

Nella Sua presentazione ci sono elementi di richiamo inconfondibili agli anni Settanta, immagini cult e musiche dei Cream, di Crosby, Stills, Nash and Young. Un’avventura partita quindi molto tempo fa…

«Precisamente nel 1979, quando comincia la prima tappa della lunga ed emozionante storia di Champion in Europa. Con un’azienda italiana, Champion Italia appunto, il marchio sbarca per la prima volta nel nostro continente dagli Stati Uniti. In quindici anni abbiamo fatto conoscere e crescere Champion nel nostro paese e in Europa portando il fatturato fino a 60 miliardi di lire. La seconda tappa è quella dal 1993 al 2001. Allora fu Sara Lee Corporation a farci entrare nella sua orbita mondiale: come vede, siamo esperti in fatto di integrazione con società quotate. È stato un capitolo fantastico. Siamo arrivati a 140 miliardi di fatturato, diventando l’azienda più performante del Gruppo dopo gli Stati Uniti. Quando Sara Lee riuniva i Presidenti delle sue duecento società nel mondo, Champion Italia li batteva tutti! Poi, nel 2001, quando Sara Lee ha deciso di concentrarsi sul proprio core business vendendo il marchio Champion, noi l’abbiamo acquisito per l’EMEA: è la terza fase. Sono stati gli anni in cui è accaduto davvero tutto. È cambiato il mondo, ma con la forza del nostro brand, la dedizione di tutti i collaboratori e attraverso i più flessibili modelli di business abbiamo mantenuto la nostra identità, superando le sfide del mercato. Abbiamo portato i dipendenti da 450 a oltre mille (di cui l’80 per cento circa in Italia), aprendo oltre 150 punti vendita, riportando il nostro quartier generale a Carpi. Le difficoltà ci hanno reso più forti»

E ora comincia il quarto capitolo, insieme a HanesBrands…

«Pensiamo di avere cose da portare e altre da imparare, perché siamo umili e riteniamo che non si smetta mai di apprendere. Ci guida e ci incoraggia questo “signore” di quasi cent’anni, il nostro marchio. È la nostra identità, la guida del passato e l’ispirazione per il futuro. In modi e forme diverse, certo. I consumatori non si sono accorti dei tre capitoli che le ho riassunto e non si accorgeranno nemmeno del quarto, perché continueranno a cercare prima di tutto i nostri bellissimi prodotti: vogliamo garantire continuità per essere vincenti» 

Nessun timore, dunque, che gli Americani vogliano imporre le loro visioni?

«Ho la fortuna di conoscere molto bene il presidente di HanesBrands, Richard Noll, perché eravamo colleghi in Sara Lee. Allora fu fatta la scelta di mettere insieme le diverse organizzazioni, ovvero di incorporare le strutture di abbigliamento intimo e di abbigliamento sportivo. Non fu una decisione premiante e oggi, imparando dalla storia, non c’è alcuna volontà di unificare business già di per sé profittevoli. Tra l’altro per HanesBrands la nostra azienda rappresenta la realtà di maggior rilievo in Europa all’interno del settore dell’abbigliamento sportivo, quindi siamo dei partner molto credibili e competenti. Ci saranno ovviamente confronti e scambi di opinioni, ma verranno comunque prese decisioni nell’interesse comune di sviluppare Champion in Europa e nel mondo. Dalla nostra casa di Carpi siamo pronti per vivere il quarto capitolo della nostra bellissima storia».

Nelle foto, due momenti del discorso di Sauro Mambrini ai dipendenti e collaboratori

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