L’ultimo caseificio sulla breccia

Festa al San Giorgio per l’onomastico e i successi della cooperativa

L’ultimo caseificio sulla breccia

SANTA CROCE – Ottantatre candeline per il Caseificio Sociale Oratorio San Giorgio che ha festeggiato a Santa Croce la sua giornata patronale alla presenza del sindaco Alberto Bellelli e dell’assessore alle Attività produttive del Comune di Carpi Simone Morelli. Fondato nel 1933, il San Giorgio è l’ultimo dei caseifici operanti ancora sul territorio del Comune di Carpi e che un tempo costellavano le frazioni e le campagne carpigiane. Recentemente ristrutturato e potenziato grazie a un consistente investimento di oltre 1 milione e 200 mila euro, in parte provenienti dai fondi regionali del programma per lo sviluppo rurale, il San Giorgio dispone oggi di un magazzino di stagionatura del formaggio Parmigiano-Reggiano capace di ben 15 mila forme e di un punto vendita altamente qualificato, presso la sua sede di via delle Nazioni Unite in frazione Santa Croce. «Il settore agricolo è in difficoltà – ha sentenziato Emilio Cavazzuti, vice presidente della cooperativa agricola – ma noi cerchiamo di tenere duro e di continuare nel nostro lavoro confidando nei giovani e nel futuro». Numerosissimo il pubblico intervenuto alla festa del caseificio; fra gli altri erano presenti anche Francesco Schiavo e Lauro Coronati, rispettivamente presidedente e vice presidente della “cugina” cantina sociale di Santa Croce. Attualmente il caseificio Oratorio San Giorgio, presieduto da Attilio Redolfi, raccoglie e lavora il latte prodotto nelle stalle di otto soci conferenti, sette a Carpi e uno della vicina Correggio.

Nella foto, il sindaco Bellelli, Emilio Cavazzuti e Simone Morelli (da sinistra)

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