Il Vescovo di Aleppo in visita a Carpi

Il Vescovo di Aleppo in visita a Carpi

Su invito di monsignor Cavina

Informa l'ufficio stampa della Diocesi che monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo* di Aleppo, una delle città più martortiate dalla guerra in Siria, sarà in visita a Carpi, mercoledì 27 aprile, su invito del Vescovo di Carpi, monsgnor Francesco cavina.

 

La visita prevede un incontro con sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose della Diocesi, alle 16 in San Bernardino e alle 17,30 un altro incontro in Municipio con le autorità cittadine e quelle militari, i rappresentanti delle Consulte e delle organizzazioni del volontariato. Una celebrazione eucaristica dei due vescovi avrà luogo successivamente, alle 19, nell'aula liturgica di Quartirolo, seguita, alle 20, da una cena per la raccolta fondi a favore della diocesi siriana. 

La visita del Vescovo di Aleppo, informa l'ufficio stampa diocesano, “...è la prosecuzione ideale della missione di monsignor Francesco Cavina ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, e testimonia come la Chiesa di Carpi intenda raccogliere i ripetuti appelli del Papa affinché i cristiani del Medio Oriente non vengano lasciati nell’oblio e nell’indifferenza. Dopo mesi di assedio, durante il quale Aleppo è stata definita la Stalingrado della Siria per le sofferenze patite, mentre i grandi della terra erano impegnati in estenuanti trattative alla ricerca di una soluzione diplomatica per risolvere la drammatica crisi siriana. Parlare di pace ritrovata – prosegue la nota – è ancora prematuro, la guerra è alle porte della città, le sofferenze patite lungi dall’essere sanate, i cristiani praticamente dimezzati perché molti hanno preferito abbandonare la propria casa per non subire la persecuzione. Monsignor Cavina porterà la sua testimonianza insieme al Pastore della Chiesa siriana; entrambi saranno accompagnati dai rappresentanti di Aiuto alla Chiesa che Soffre, la fondazione che con i suoi progetti umanitari è tra le più attive in Siria e nei campi profughi del Kurdistan”.

 

 

 

Scheda

In 5 anni di guerra 470mila morti: di questi 70mila per mancanza di medicine, acqua potabile e cibo gli altri per scontri a fuoco e bombardamenti. Gli sfollati senza casa sono 6,5 milioni, 13,5 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, 2,8 milioni solo nella regione di Aleppo.

Fonte Syrian Centre for Policy Research (Scpr) e ONU

 

* I Caldei (dall'accadico Kaldu, forse dalla protoforma *Kašdu) furono un popolo semita, abitante la parte meridionale della Mesopotamia, la cui esistenza è attestata fin dai testi assiri del IX secolo a.C.[1]. Nel corso della seconda metà dell'VIII secolo a.C. i Caldei si mescolarono con le differenti popolazioni abitanti l'area babilonese perdendo le proprie caratteristiche etniche. Connessi alle tribù aramaiche ma distinti etnicamente da questi il loro territorio di insediamento era la parte inferiore dell'Eufrate, da Nippur a Ur e Uruk.La Chiesa cattolica caldea è una chiesa cattolica patriarcale sui iuris con comunità in Medio OrienteEuropaOceania ed America settentrionale. Il primate della chiesa cattolica caldea è il patriarca di Babilonia che ha sede a Baghdad; l'attuale patriarca è Louis Raphaël I Sako. I fedeli sono circa un milione, di cui 250.000 vivono in Iraq, dove rappresentano la maggioranza dei fedeli cristiani.

 

 
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