La Miura diventa arte nella pittura di Borghi

Nello stabilimento Lamborghini un omaggio ai 50 anni del celebre modello

La Miura diventa arte nella pittura di Borghi

Sant’Agata Bolognese – La Miura Lamborghini celebra il cinquantesimo anniversario con la mostra d’arte “Velocità e Colore” in programma dal 28 aprile al 30 giugno nel Museo storico della Casa a Sant’Agata Bolognese. La Miura è un modello di automobile che ha rivoluzionato il settore delle sportive negli anni Sessanta. Dal design sinuoso, sensuale e alta solamente 105 centimetri dal suolo, è stata progettata nel 1965 dal team ingegneristico Lamborghini, diventando fin da subito l’oggetto del desiderio per chi poteva permettersela. 

Motore centrale posteriore disposto in senso trasversale a 12 cilindri, quattro litri di cilindrata, unico blocco comprendente cambio e differenziale, Miura sviluppa una potenza di 350 CV a 7 mila giri e una velocità massima record per quei tempi di 280 km/h. “Un progetto raffinato e modernissimo, nettamente in anticipo sui tempi – si legge nella nota stampa – certamente ispirato ai grandi prototipi da corsa che in quell’epoca si sfidavano nelle gare sulle lunghe distanze e che solo dopo parecchi anni avrebbero generalizzato la tecnica del motore posteriore per le sportive stradali”.

L’auto ha preso il nome da Edoardo Miura, grande amico del fondatore Ferruccio Lamborghini e famoso allevatore di tori. Si stima che dal 1966 al 1972 siano stati consegnati 763 esemplari nel mondo in tre versioni differenti e ben 60 colori. Tra i personaggi dello star system “contagiati” dalla Miuramania: il Principe di Monaco, Frank Sinatra, Dean Martin, Rod Stewart, la modella Twiggy e tanti altri. A interpretare la Miura e il marchio del Toro in occasione della mostra è stato chiamato un artista locale: il reggiano Alfonso Borghi. Il pittore in dieci dipinti ha interpretato anima, essenza e colori dell’auto-icona. “Caratterizzata da un linguaggio astratto, la pittura di Borghi – annota il comunicato – è il risultato della rielaborazione inconscia delle forme dinamiche, del design e dell’innovazione nei colori che contraddistinguono le auto supersportive Lamborghini”. In esposizione, dieci tele di grandi dimensioni a olio e tecnica mista che svelano lentamente tra forti giochi di colore a effetto tridimensionale, alcuni particolari di Lamborghini d’epoca e di oggi: dall’iconica Miura alla Reventón, dalla Sesto Elemento all’Aventador. La mostra si inserisce nella collezione del Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, inaugurato nel 2001, che accoglie le più belle automobili progettate dall’azienda dal 1963 a oggi come la 350 GT, la Miura, la Countach, l’LM 002 e la Diablo, ma anche concept e vetture in serie limitata come la Reventón, la Sesto Elemento e l’Urus. L’esposizione, che è accompagnata da un catalogo edito da Artioli 1899 a cui ha collaborato il critico Vittorio Sgarbi, sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle 10 alle 17.

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