Su il sipario: va in scena il conflitto

Al via Arti Vive Habitat al cine teatro Italia

Su il sipario: va in scena il conflitto

Soliera – Sarà il conflitto il tema conduttore della nona edizione di Arti Vive Habitat che dal 3 dicembre si terrà al Cinema Teatro Italia di Soliera. «Con l’avvicinarsi ai dieci anni di attività – spiega Stefano Cenci, direttore artistico della manifestazione -– Arti Vive acquista una maturità importante. Il tema di quest’anno, il conflitto, verrà declinato in molti modi, da quello interiore a quello con ciò che ci circonda, che ci fa capire che la nostra identità non è una sola; saranno rappresentate lotte interne, esterne, drammi ma anche ironia». Perché il conflitto? «Le motivazioni che ispirano i fili tematici delle rassegne – racconta – sono spesso intime, derivano dal lavoro mio di artista inserito nel contesto sociale contemporaneo dove, nella lotta per la sopravvivenza e per fa sopravvivere una poetica o un’idea, il conflitto è all’ordine del giorno. Sia internamente, nel mettersi in discussione come persona, con l’anagrafe che avanza e le priorità che mutano, sia esternamente, in rapporto con un mondo che vive l’arte come un accessorio, un addobbo natalizio, o qualcosa di elitario e distante dalla quotidianità, oppure un trofeo di cui vantarsi, nel peggiore dei casi, senza entrare in profondità con essa. Insomma, per sopravvivere l’arte deve contrastare con amore la vita ogni giorno». 

Anche quest’anno la stagione teatrale di Arti Vive Habitat sarà articolata in due cartelloni: da una parte il Teatro contemporaneo, del teatro indipendente, della nuova drammaturgia, della ricerca sui linguaggi delle arti e alla relazione col pubblico; e dall’altra Arti Vive Young, contenitore di teatro per le scuole e per le famiglie, che ha sempre un riguardo particolare per l’innovazione e vuole essere d’attrazione per le giovani generazioni con la freschezza. La stagione di Teatro Contemporaneo è composta da 10 spettacoli (9 dei quali in abbonamento) e si apre ufficialmente giovedì 3 dicembre con il monologo Amleto FX di Vico Quarto Mazzini incentrato sulla moda del deprimersi dei nostri tempi. 

Si prosegue il 17 dicembre con Cannibali della compagnia Kronoteatro che tratta di gerarchie e giochi di potere quotidiani mentre il primo spettacolo dell’anno nuovo, il 14 gennaio 2016, sarà il gradito ritorno a Soliera di Oscar de Summa, candidato all’Ubu (il maggior riconoscimento per il Teatro) che porta in scena Stasera sono in vena con monologhi sul sud Italia. Il 27 gennaio, in occasione delle celebrazioni per il giorno della memoria, andrà in scena Vivere ancora. Voci dal filo spinato del Teatro dell’Orsa. L’11 febbraio il conflitto fra spettatore e Arte sarà inscenato da Andrea Cosentino in Not Here Not Now mentre il 25 febbraio la compagnia Teatro Sotterraneo presenta Homo Ridens. Si tornerà poi sul conflitto, giovedì 24 marzo, questa volta tra sopravvivenza e patria con Milite Ignoto del candidato al premio Ubu come novità italiana Mario Perrotta. Chiuderà la rassegna, giovedì 14 aprile Il diario di mia figlia della giovanissima Federica Cucco, che ha fondato “La compagnia delle Lucciole” di Carpi. Le protagoniste saranno la carpigiana Silvia Rossi allieva di Cenci da quasi dieci anni e Chiara Davolio di Correggio che frequenta la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”. Arti Vive Habitat proporrà come di consueto anche laboratori grazie alla permanenza a Soliera di alcune compagnie per il weekend successivo al loro spettacolo. Quelli di quest’anno saranno tenuti di Oscar de Summa, Silvia Gallerano e dalla Compagnia Dimitri/Canessa. La Stagione Arti Vive Young, invece, inaugurerà il 25 gennaio con lo spettacolo L’anatra, la morte e il tulipano. Ma con che criterio si forma un cartellone? «Visioniamo molti materiali – spiega Cenci –. Molto spesso, purtroppo, solo in video, per ragioni economiche e logistiche. Poi scegliamo in base a un mix di novità e consolidamento, in modo di comporre una playlist che componga un discorso generale e suoni bene insieme proponendo una varietà di linguaggi. Proprio come nella musica».

Nella foto, un attore della compagnia Vico Quarto Mazzini in scena con “Amleto Fx”

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