Luca Severi, i 5 Stelle e l'informazione

Un commento del direttore Florio Magnanini

Luca Severi, i 5 Stelle e l'informazione

E se il Movimento 5 Stelle di Carpi provasse a darsi una calmata? Non ci riferiamo certo alle battaglie politiche che i consiglieri Gaddi, Medici e Severi fanno bene a portare avanti con studio e competenza, frutto di autentica passione civile declinata sul locale. Ci riferiamo piuttosto ai toni con i quali da qualche tempo a questa parte stanno avvolgendo i propri argomenti, nel merito dei quali, lo ripetiamo, non intendiamo qui intervenire. Non vogliamo neppure dare più peso di quel che merita all’invettiva partita l’altra sera in Consiglio dalla consigliera Medici all’indirizzo di un collega delle minoranze: sarà quest’ultimo a stabilire se la cosa merita un seguito legale o se vada circoscritta a un momento di eccitazione rabbiosa, del quale la stessa consigliera si è scusata più volte. No, qui intendiamo soffermarci su fatti che ci riguardano direttamente, in quanto testata giornalistica.

 

Il primo è la piccola gragnuola di definizioni – “l’imparzialità non vi appartiene”, “date voce solo a chi pare a voi e come pare a voi”, “create confusione e pilotate consensi” – partite all’indirizzo di Voce da parte di alcuni militanti dei 5 Stelle di Carpi fra l’1 e il 2 marzo scorsi, senza che vi fosse alcuna avvisaglia prima, né alcun seguito dopo: come se fosse stato dato un ordine di “sporcare” questa pagina o, in generale, l’immagine del giornale.

La seconda è una frase, sfuggita al consigliere Luca Severi, che ha voluto commentare un nostro post sul Consiglio comunale – necessariamente sintetico e relativo alla cosa che ci sembrava più spendibile sul web il giorno dopo la seduta – che suonava così: “Non mi aspettavo niente di diverso da Voce”, rafforzata subito dopo da altra affermazione: “Vi siete scordati tutta questa parte”: seguita dalla riproposizione del suo intervento in Consiglio.

Mentre il primo episodio ha tutta l’aria di una mossa preordinata e di mezzi insulti buttati lì senza alcun ragionamento, è sul modo di atteggiarsi del consigliere Severi che si vorrebbe riflettere un attimo. Potremmo cavarcela ricordandogli che se vuole vedere riportati dalla stampa per intero i suoi interventi in Consiglio come faceva una volta l’Unità con i discorsi al Comitato centrale del Pci, non deve fare altro che stamparsi un proprio giornale e poi piazzarsi davanti alle edicole e vedere chi se lo va a comprare.

 

Ma la questione è più complessa e tocca piuttosto il rapporto tra un’informazione, che deve arrivare all’attenzione dei cittadini, fare i conti con lo spazio e utilizzare propri linguaggi specifici e una politica che molto presume di sé e ritiene di dover essere rappresentata al cento per cento, sennò si è tacciati di parzialità. E’ necessario ricordare qui tutti i tentativi, miseramente falliti, di effettuare trasmissioni in diretta, senza mediazioni, dei Consigli comunali, una delle battaglie predilette dei 5 Stelle e da loro stessi abbandonata, preferendo limitarsi, quando succede, a filmare gli interventi di Monica Medici? E’ necessario sottolineare la differenza tra il giornalismo e la politica, soprattutto quando quest’ultima, e alludiamo proprio a certi toni messianico-crociati dei 5 Stelle, si ammanta di tinte moralistiche, quasi che loro fossero i soli a battersi per il buon governo di Carpi? C’è ben poco, in questo, dell’immagine di modernità e originalità che il Movimento 5 Stelle riteneva di aver assunto nella comunicazione, contrapponendosi alla “vecchia” politica. C’è anzi tanto di vecchio, di già visto. E che, lo confessiamo, un po' ci preoccupa.

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