Sentirsi belle aiuta nella lotta con il male

Sentirsi belle aiuta nella lotta con il male

Un'iniziativa dell’Ausl in collaborazione con la onlus La forza e il sorriso

Sentirsi belle nonostante la malattia: è l’obiettivo dei “laboratori di bellezza” per donne in trattamento oncologico, promossi dall’Ausl in collaborazione con la onlus “La forza e il sorriso”, associazione internazionale che promuove iniziative per il benessere psicofisico delle donne colpite da tumore. Durante i laboratori (organizzati a cadenza mensile) gruppi di 68 donne si trovano per vere e proprie “lezioni di trucco” per imparare a valorizzare il proprio viso e ritrovare il proprio aspetto, alterato dalla malattia. 

A condurre i laboratori sono estetiste e make up artist professioniste e debitamente formate a trattare con queste fragilità (ma è sempre presente anche uno psicologo): le partecipanti non vengono infatti semplicemente truccate ma guidate nella realizzazione pratica del make up, seguendo i consigli delle esperte, per vedersi con occhi diversi e ritrovare sicurezza e autostima. A ogni donna, inoltre, viene donata una beauty bag contenente prodotti cosmetici professionali offerti dalle aziende sponsor (del valore di 500 euro), per ripetere gesti e consigli anche a casa.

 

«Si tratta di un’iniziativa, “Look good, feel better”, nata negli Stati Uniti, che ha subito avuto molto successo – spiega la presidente italiana della onlus Anna Segatti –. In Italia abbiamo voluto declinare il nome in “La forza e il sorriso” perché sono le due cose che più di tutto vorremmo restituire a queste donne». 

 

La onlus è attiva da 11 anni in diverse regioni d’Italia tra cui la Lombardia, la Puglia, la Toscana, il Piemonte, gode del sostegno di 29 aziende del settore e del patrocinio di Cosmetica Italia, associazione nazionale delle imprese cosmetiche: dopo aver aiutato 14 mila donne in tutta Italia, il progetto approda quindi alla Breast Unit dell’ospedale Ramazzini di Carpi, 57esima sede in Italia.

Un progetto solo apparentemente frivolo, ma di importanza fondamentale per il sostegno psicologico delle donne in cura: 

«Ogni anno l’unità di Carpi e Mirandola prende in carico mille pazienti, di cui la maggioranza sono donne – spiega Fabrizio Artioli, direttore del Day Hospital Oncologico del Ramazzini –. Nel percorso di cura vivono stravolgimenti fisici e psicologici: queste donne chiedono solo di essere guardate in modo normale e vorrebbero, loro in primis, vivere una vita il più possibile normale. Non vedono l’ora di tornare alla quotidianità. In questi percorsi capiscono l’importanza del prendersi cura di sé, dentro e fuori. Ben vengano quindi progetti come questo che aiutano le donne e ritrovare se stesse».

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