A scuola si insegni la Storia delle religioni

Odg unanime

A scuola si insegni la Storia delle religioni

NOVI – Introdurre a scuola l’insegnamento di Storia delle Religioni. Un ordine del giorno in tal senso, unitario e coraggioso dato il momento, è stato presentato e votato all’unanimità l’altra sera al Consiglio comunale di Novi da tutti gli schieramenti politici.

Ma che cosa chiede, in sostanza, l’ordine del giorno? Che il Consiglio comunale di Novi proponga al Ministero della Pubblica istruzione di esaminare “un reale cambiamento all’interno dei programmi scolastici, valutando un programma didattico di Storia delle Religioni che renda disponibile a tutti gli studenti interessati la conoscenza del pensiero religioso, in nome di un reale principio di convivenza, condivisione delle regole, rispetto delle differenze, valorizzazione delle esperienze che uniscono e confronto su quelle che in qualche modo dividono”. 

«Ho figlie educate nella religione cattolica, ma che hanno amiche islamiche – dice Davide Boldrin, di Alternativa per Novi, che ha avuto l’idea tradotta poi nel testo presentato e al quale hanno lavorato tutti i gruppi –. E ci sono bambini musulmani che frequentano la parrocchia. Si è innestata una dinamica di convivenza che è molto bella. Credo valga la pena conoscersi reciprocamente, nel nome di una laicità che ammette l’esperienza religiosa, a differenza del laicismo imperante in Francia e Belgio». Il sindaco Luisa Turci a sua volta precisa: «Non conterà nulla, ma con quel documento abbiamo voluto ribadire che la convivenza passa attraverso la conoscenza reciproca, partendo dai bambini». 

Alla domanda, poi, se si tratti di un’ora sostitutiva o integrativa dell’attuale ora di religione, mentre per Boldrin potrebbe trattarsi di una sostituzione dell’ora di Religione, inizialmente come facoltativa e comunque riconosciuta come materia ministeriale, Turci risponde: «Potrebbe diventare alternativa o integrativa a seconda della scelta dei genitori che già ora possono decidere se far seguire o meno l’ora di Religione ai propri figli». La vede più come sostitutiva Andrea Ferraresi, un altro firmatario del documento per conto di Uniti per Novi, Rovereto e Sant’Antonio, «...perché – dice – già oggi pochi fanno Religione. Molti insegnanti di Religione, del resto, si sono già spostati sul terreno della Storia delle Religioni e non intendono la loro come un’ora di catechismo». La pensa più o meno allo stesso modo Mattia Fiorentini, di Progetto comune, altro firmatario dell’ordine del giorno: «Da cattolico convinto dico che l’ora di Religione va comunque rivista e ha bisogno di riacquistare un senso. Le due cose si possono comunque integrare, perché secondo me Religione a scuola non è mai stata sinonimo di catechismo».

L’ordine del giorno è stato inviato per conoscenza anche all’Ufficio scolastico provinciale (l’ex Provveditorato), all’Assessore regionale all’Istruzione e agli assessori all’Istruzione dei comuni delle Terre d’Argine. Su facebook le persone raggiunte sono state 5 mila 492, le visualizzazioni dell’articolo su voce.it molte meno (356). Numerose le condivisioni, 18, e i mi piace (una cinquantina), mentre sono arrivati due commenti di tenore opposto: “Giusto, si ha sempre paura di quello che non si conosce”, scrive Angela Martinelli, mentre Stefano Mucci liquida il tutto così: “Bella società di smidollati che siamo diventati”.

Nella foto, Davide Boldrin

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