Il Meucci diventa il set di un corto di denuncia dello spreco dell’acqua

“Il lago” interamente autoprodotto dai ragazzi

Il Meucci diventa il set di un corto di denuncia dello spreco dell’acqua

Carpi – L’acqua è insegnata dalla sete, scriveva Emily Dickinson. Parte da qui il viaggio dei ragazzi di Terza H dell’istituto Meucci di Carpi, che nelle scorse settimane hanno ultimato il montaggio di un nuovo corto, “Il lago”, che sarà presentato martedì 3 maggio in occasione del convegno “Oroblu – Per un’ecologia integrale”, presso la sala Peruzzi. 

Si tratta del settimo film realizzato dai ragazzi dell’istituto nell’ambito di Ted Tv, il progetto provinciale che vede una classe trasformarsi in una redazione video-giornalistica, in cui sono stati coinvolti prima i ragazzi dell’attuale Quinta H e poi, in un passaggio del testimone, gli studenti di Terza appunto.

Quest’ultimo prodotto è incentrato sullo spreco dell’acqua: «Siamo partiti documentandoci sul problema, sia per quanto riguarda il nostro territorio che, a livello generale, il pianeta – spiegano i ragazzi –. Dopo di che ci siamo ispirati al racconto di una ragazza africana e l’abbiamo adattato alla sceneggiatura del film».

Il corto, di 15 minuti, oltre a mostrare gli sprechi quotidiani dell’Occidente, racconta la storia di Asabi (interpretata da una ragazza di Seconda H, Edvige), una giovane eritrea costretta a fuggire dal proprio villaggio a causa della guerra civile e delle difficili condizioni di vita: in Africa infatti era costretta a saltare la scuola per percorrere 8 chilometri di strada e raggiungere il lago più vicino per raccogliere acqua necessaria alla sopravvivenza della propria famiglia. All’inizio presa in giro e sbeffeggiata dai compagni di classe, Asabi troverà finalmente il coraggio di raccontare la propria storia e spiegare le difficoltà a cui è andata incontro, guadagnando così l’ascolto e il rispetto dei coetanei. 

Accanto a lei compare anche l’amico Amedhin (nei suoi panni si è calato Asha, sempre di Seconda H) e gli studenti di Terza che, oltre ad occuparsi delle riprese, hanno preso parte anche ad alcune scene del film. 

Gli studenti si sono quindi suddivisi i compiti fra cameramen, fotografi, segretari e fonici, mentre la sceneggiatura è frutto di un lavoro corale in classe. 

Le riprese, svoltesi tra febbraio e aprile, sono state girate all’interno della scuola, ai laghetti di Campogalliano (dove Asabi ricorda il lago vicino al suo villaggio) e nell’abitazione della professoressa Alessandra Gasparini, docente responsabile del progetto. Naturalmente non sono mancati momenti di svago e divertimento: da chi si è fatto la barba per la prima volta, a chi ha avuto la possibilità di lavare l’automobile della prof, a capitomboli improvvisi, fino a incontri curiosi con alcuni anziani di Campogalliano. 

Risate a parte, il tema è piuttosto serio e i ragazzi hanno anche imparato tanto realizzando il film: «Sicuramente ora siamo più coinvolti, abbiamo più consapevolezza di quanto siamo fortunati e di quanto questo problema ci tocchi da vicino – commentano gli studenti –. E il cortometraggio è un modo efficace di comunicarlo ai nostri coetanei perché è più avvincente e interessante».

Nelle foto, la Terza H insieme agli attori protagonisti e la professoressa Gasparini (al centro) e alcuni momenti delle riprese

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