Novi, il Governo cambia il tracciato della Cispadana in località Santo Stefano

Novi, il Governo cambia il tracciato della Cispadana in località Santo Stefano

Per evitare un villaggio fortificato del IX secolo dopo Cristo

La delibera della Presidenza del Consiglio del 10 febbraio scorso alla fine ha dato ragione al Ministero per i Beni culturali, che quel castrum del IX secolo, insediato probabilmente su una fattoria di epoca romana, lo aveva individuato già due anni fa con le indagini archeologiche. Di conseguenza il tracciato della Cispadana in questo tratto al confine tra Novi e Cocnordia che conserva il nome di possessione di Santo Stefano ereditato dalla pieve medievale, è stato spostato più a nord di 330 metri.

 

I diretti interessati, e cioè i proprietari dei terreni coinvolti dalla modifica, sono venuti a sapere della cosa da un'interpellanza della lista Uniti per Novi. Il Comune, infatti, non aveva fatto nulla per rendere nota la Variante decisa da Roma, se non pubblicandola sul proprio sito e divulgandola con due annunci sui quotidiani, visto che, trattandosi di strumento urbanistico, la legge prescrive che debba restare esposta sessanta giorni per dar modo ai cittadini di presentare osservazioni.

Cosa che i proprietari dei terreni faranno – hanno tempo fino al 17 maggio prossimo – perché ritengono che rispetto al precedente tracciato concordato a suo tempo con la Regione, quello nuovo non ricalchi i confini, ma attraversi i terreni in diagonale interrompendo la maglia poderale. Quello che però li ha sorpresi maggiormente è il fatto che il Comune non si sia fatto parte attiva con loro, limitandosi esprimere, con la delibera di Giunta del 26 aprile scorso, il proprio parere favorevole al nuovo tracciato e allegando una osservazione diretta a chiedere forme di mitigazione arbustiva e arborea non di tipo lineare, che accentuerebbero ancora di più l'estraneità dell'arteria al paesaggio, ma ricorrendo a “fasce boscate”

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