Dolori che migrano e migranti che addolorano

Dolori che migrano e migranti che addolorano

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ata la complessità della materia, si impone un parallelismo chiarificatore. Se i dolori che si spostano da un punto all’altro del corpo sono migranti, è vero anche l’inverso: che i migranti, cioè le persone disperate che si spostano da un luogo all’altro del globo, sono dolori

Dolori che in genere colpiscono i capi di stato, non appena vengono a sapere dell’ennesimo sbarco. In attesa di una app che permetta ai leader europei di sistemare la faccenda con un click e nella speranza che i rifugiati, invece che nei paesi dell’Unione, si rifugino nel proprio mondo o al massimo in quello dello spettacolo (ci sarebbe già un progetto televisivo: Clandestini incrociati), alcuni stati europei, tra i quali l’Italia, stanno valutando l’utilizzo di speciali deterrenti per scoraggiare gli sbarchi. Come un cartello, da collocare lungo le coste del Mediterraneo, che dice: “Attenzione: pericolo Euro”. Non dovesse funzionare, ecco le altre proposte (naturalmente distinte tra pro e contro), presentate nel disperato tentativo di raffreddare la patata bollente.
 

ACCOGLIENZA
 Carretta’s Cup: “Chi prima arriva meglio alloggia”, dice il saggio: sarà questa, d’ora in poi, la nuova regola dell’immigrazione. L’avvincente competizione nautica, una sorta di America’s Cup dei poveri, verrà seguita in diretta dai maggiori network, attratti dall’audience e da una lauta percentuale sulle scommesse degli spettatori. Gli “equipaggi” delle prime tre imbarcazioni classificate potranno entrare nel nostro paese. E lavorare gratis alle feste di partito.

Aggiungi un posto a tavola, che c’è un migrante in più: le famiglie sorteggiate, oltre a ospitare i migranti, debbono trovare il modo di soddisfare i gusti alimentari degli ospiti,diventando protagonisti di un vero e proprio talent culinario: dopo tre giudizi negativi, si va direttamente al pressure-test e il peggiore viene espulso dall’abitazione. L’unica speranza di rientrare, a quel punto, è vincere la prova in esterna. Rifugiati alpini: i rifugiati vengono accolti ma, per motivi di coerenza lessicale, solo nei rifugi alpini, quelli da duemila metri in su. E con l’obbligo di prenotazione, vista la scarsità dei posti disponibili. Il raggiungimento del rifugio, naturalmente, è a totale carico del rifugiato. 

RESPINGIMENTO
Buttafuori: le coste vengono presidiate da un manipolo di buttafuori che, come davanti alle discoteche, fanno entrare soltanto chi si presenta con un abbigliamento adeguato: il che, data la “Grande bellezza” del nostro paese, significa abito griffato dai duemila euro in su. 
Mo.Basta: l’innalzamento del livello dei mari, una delle più preoccupanti conseguenze del riscaldamento globale, è la classica conferma che “non tutto il mare vien per nuocere”. E così, dopo il Mo.Se, che ferma la marea, arriva il Mo.Basta, che ferma la marea di migranti. 

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