Crocifissi: Cavazzoli (Dc) tra San Tommaso e Rousseau finisce per dare ragione alla Dirigente

Il quesito da cui parte, in una nota stampa Giorgio Cavazzoli, carpigiano, che si fregia dell'incarico conferitogli nientemeno che da Totò Cuffaro, di Vicesegretario regionale della Democrazia Cristiana per l'Emilia Romagna, suona più o meno così: è bene che la Dirigente abbia deciso di riposizionare i crocifissi, ma come può essere capitato un episodio come questo? Che cosa si nasconde dietro? segue

 

Inoltrandosi nel fitto mistero, il Vicesegretario regionale ci mette un attimo a trovare la risposta: il crocifisso non è qualche cosa che definisce questa o quella etnia, ma è un simbolo di fede. E averlo rimesso "al primo vagito dei giornalisti e alle proteste di questo o quel partito nel nome della tradizione significa non aver capito che cosa rappresenta la Croce (tutte maiuscole, ndr)”. La sua Democrazia Cristiana sa bene, invece, che cosa significa “...fare politica in una società che si sta sempre più secolarizzando” e, sostiene, “non abbiamo assolutamente paura a difendere i cosiddetti valori non negoziabili” che elenca “nell'impegno per la pace, la difesa della vita e della famiglia, il pieno riconoscimento della libertà di educazione che costituiscono l'ossatura del diritto naturale”. Proprio così: diritto naturale (corsivo, ndr) e pieno riconoscimento della libertà di educazione, che sono filosoficamente all'opposto di qualunque Verità rivelata. Spintosi tanto avanti su un terreno nel quale San Tommaso d'Aquino sfocia in Jean-Jacques Rousseau con conseguenti, rischiose aperture al pensiero illuministico e alla laicità dello Stato, colto da improvvisa vertigine il Vicesegretario regionale a questo punto rallenta, ma non smentisce: la Democrazia Cristiana, scrive verso la fine, mica è come quegli altri, “...non condanna quindi nessun comportamento, concorda con monsignor Ermenegildo Manicardi, vicario della Diocesi di Carpi, sull'importanza del dialogo e auspica che nessuno inizi a fare politica (tutte maiuscole e neretto, ndr), strumentalizzando questo o quel tema, in particolare se religioso”. Con questo, dando pienamente ragione alla Dirigente presa di mira dalle destre e, se si fosse mosso qualche cosa da quelle parti sull'episodio, collocandosi decisamente a sinistra. E sta qui la straordinaria novità, nella finora tormentata biografia politica di Giorgio Cavazzoli, Vicesegretario regionale della Dc.