Scorpion dance

Scorpion dance

La scrittrice israeliana autrice di questo profondo e incantevole romanzo è nata a Tel Aviv e vive a Gerusalemme: oltre ad aver ricevuto moltissimi premi per le sue opere e aver concluso studi biblici e archeologici, è molto esperta anche in comunicazione di massa. La sua cultura e la sua conoscenza del mondo ebreo, la sua lunga permanenza in Giappone come corrispondente per il quotidiano “Maariv” sembrano fondersi in questa storia in cui leggiamo le vicissitudini e i colori di un paese, antiche leggende che assomigliano a sogni, pagine di tragiche vicende che nessuno dovrebbe dimenticare.

Orion vive a Gerusalemme con la madre e la nonna: il padre è morto durante la guerra dei Sei Giorni e lui non l’ha mai conosciuto, anche se la sua presenza è viva nell’aria e nei discorsi delle due donne. La madre, giovane vedova dal passato tragico, quando il ragazzo è adolescente si risposa e va a vivere con il marito in Australia, così Orion rimane con la nonna Johanna, un’ostetrica di origine tedesca che odia con tutte le sue forze la Germania e tutto ciò che viene da quel paese di cui cerca persino di dimenticare la lingua. I due abitano con un vecchio e saggio pappagallo di nome Sarah e vivono i loro giorni fatti di profumi, di storie, di amore profondo che va al di là di ogni cosa.  

Orion lavora in biblioteca e ha un vecchio camioncino per gelati che ha riempito di tutti quei libri che erano stati bruciati nel grande rogo di Berlino del 1933 e che lui porta in giro per il prestito. Quando conosce una giovane affascinante cantante lirica tedesca, Orion s’innamora perdutamente di lei e da quel momento sarà costretto ad analizzare se stesso, il suo passato, le sue convinzioni e si troverà a scoprire cose sconvolgenti su Johanna e su un passato che ha posto i suoi artigli anche nel presente. Davanti alla casa modesta in cui i due andranno a vivere, un grande e invadente glicine giapponese riempirà le loro esistenze di profumi incredibili e di una consapevolezza solida come le sue potenti radici.

Giocherò col tempo, correndo avanti poi facendo un passo indietro, andando a destra e a sinistra. E tu, nella tua saggezza, unirai unirai le singole parti fino a formare un tutto e saprai leggere fra le righe. Comincio dall’ovvio: questa casa, in cui ci siamo incontrati. Da qui, ogni cosa condurrà a un’altra.

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