Leggere o non leggere? Simonetta, questo è il dilemma!

Nasciamo potenziali lettori. Se lo diventeremo sarà grazie all’incontro con il libro giusto

Leggere o non leggere? Simonetta, questo è il dilemma!

La campionessa di lettura Simonetta Bitasi racconta il rapporto a due volti dei giovani con i libri

Che cos’è per te la lettura?

Al giorno d'oggi sono sempre meno i ragazzi che dicono di leggere nel loro tempo libero, quelli che trovano nel momento di lettura un po' di pace, quelli che leggono anche se non viene loro imposto di farlo.

Queste sono alcune delle risposte dei ragazzi della scuola superiore.

“Io leggo per cercare la mia storia, qualcosa che mi rispecchi e che mi faccia sentire compresa”.

“Leggere mi fa immaginare di essere in mondi che non penserei mai di varcare”.

“Per me significa vedere esempi di vita che vorresti e di vita che non vorresti”.

“Leggo perché a volte un libro ti entra dentro e ti cambia tutto: idee, pensieri, carattere... in certi sensi leggere è come uno stile di vita”.

“Leggere è il viaggio di chi non può prendere un treno”.

Ma non tutte le risposte sono state positive.

“Non leggo perché mi annoia, preferisco aspettare i film per scoprire la storia”.

“Leggere? Il mio dizionario non riesce a trovare questa parola”.

Il rapporto adolescenti-lettura è uno degli argomenti che abbiamo trattato con Simonetta Bitasi.

Simonetta organizza gruppi di lettura e incontri dedicati ai libri. Collabora come consulente-lettore agli acquisti delle biblioteche mantovane. Realizza progetti di promozione alla lettura per ragazzi e adulti.

Nel suo blog Simonetta descrive il suo lavoro così:

“Di lavoro leggo per poi girare a raccontare le mie letture. Spesso faccio fatica a dirlo, sento quasi di dovermi giustificare”.

L’abbiamo incontrata e lei, gentilmente, si è raccontata.

“Mi sono inventata questo lavoro perché, lavorando in una libreria e per le biblioteche, ho scoperto che quello che mi piaceva davvero era leggere e parlare di libri con i lettori. Non c’è stato un libro che mi abbia particolarmente appassionata alla lettura, ma un luogo, la piccola biblioteca del mio quartiere, e il fatto che potevo avere a disposizione tanti libri e prendere quelli che volevo. Da adolescente avevo un rapporto di amicizia con la lettura. Ho avuto dei bravissimi insegnanti, soprattutto alle medie, che leggevano molto in classe e spesso mi prestavano dei libri. Un genitore che ama leggere, un insegnante che parla di libri con passione, legge ad alta voce in classe e non fa compilare schede-libro, un bravo bibliotecario… Gli adulti possono aprire in tanti modi le porte della lettura ad un ragazzo, ma possono in tanti modi anche tenerle sprangate”.

Le abbiamo successivamente chiesto il suo parere per quanto riguarda gli scrittori emergenti e l’uso dei social, nonché la diffusione dei libri digitali.

“Non ho pregiudizi particolari – ci ha risposto – ma leggo di volta in volta e giudico il loro lavoro. Sono più critica verso lo sfruttamento commerciale di certe tendenze e sulla mancanza di rispetto verso i giovani lettori visti solo come consumatori e che spesso non sono realmente liberi di scegliere cosa leggere. I social fanno parte della nostra vita e, quindi, va bene usarli per far conoscere i propri libri, sta al lettore giudicare. Il libro è un oggetto perfetto e bello in sé e resisterà sempre. I tentativi fatti in passato a livello pubblicitario sono stati disastrosi. Si promuove poco la letteratura e la lettura in genere, ma basterebbe incentivare le biblioteche pubbliche e scolastiche. Gli adolescenti, quando leggono, sono dei lettori all’ennesima potenza!”

Infine, Simonetta si esprime così nel suo blog:

“Nasciamo potenziali lettori. Se lo diventeremo sarà grazie all’incontro con il libro giusto. Ecco, io voglio fare questo: favorire l’incontro tra i libri e i loro lettori che li stanno, magari inconsciamente, cercando”.

Leggere o leggere! Questo è il dilemma?

Sara Brunetti e Rosa Di Sarno

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