C’era una volta un Circolo del tennis

C’era una volta un Circolo del tennis

C'era una volta un circolo tennis…Tutte le favole iniziano così, ma questa non è una favola e non è neanche un inizio. E’ una fine…la fine di un circolo che dopo più di 60 anni di storia è divenuto una società sportiva,  è la fine dei soci che dopo aver contribuito con la loro presenza e i loro sacrifici allo sviluppo del circolo si sono ritrovati a essere semplici frequentatori e la fine di un luogo considerato da molti la seconda casa e, non per ultimo, centro di aggregazione.  E’ di questi giorni la notizia di un accordo di collaborazione tra la società che  gestisce l’impianto e il CtC , ma nessuno ha  sottolineato come il vecchio CtC sia rimasto in vita unicamente per gestire le squadre agonistiche e tutte le attività sportive collegate alla Fit.  

Pertanto i frequentatori si sono ritrovati e si trovano senza nessun punto di riferimento e nella spiacevole situazione di dover accettare quanto imposto senza quel contraddittorio che da sempre aveva contraddistinto il vecchio Circolo tennis.

Da un paio di anni oramai l’impianto comunale di via Carlo Marx  viene gestito da una nuova società, con un nome accattivante, “Sport per tutti”, come se fosse l’inizio di una nuova era e come se solo loro, venuti da lontano, fossero gli unici depositari dell’attività fisica nella nostra città. Sarebbe interessante se ci spiegassero però come mai negli anni passati  l’ex circolo poteva contare mediamente su 250 bambini della scuola, su un centinaio di adulti nei corsi serali con un amalgama di 250 soci che con il loro volontariato lo mantenevano vivo permettendo altresì l’utilizzo dei campi a tutti, indipendentemente dalla sigla della tessera.   

Da un paio di anni ormai la Uisp si sta allargando a macchia d’olio con fortune più o meno alterne su tutti gli impianti sportivi della provincia  conglobando quelli che sono sempre sopravvissuti con il volontariato.   

E pur accettando questa realtà non riusciamo a capire perché tutto deve essere stravolto e perché  questi circoli non possano più continuare ad essere anche centri di aggregazione lasciando logicamente alle attività sportive tutte le priorità necessarie.

Nel nostro caso al momento del tesseramento (cento euro annuali) era stato concordato con i sottoscrittori l’accesso al primo piano per il gioco delle carte, l’utilizzo della sala televisione e lo spazio estivo sotto il pergolato. La stanza per il gioco delle carte (utilizzata mediamente 5 o 6 mesi nel periodo invernale) è stata ristretta e attualmente 150 soci dispongono di uno spazio 5 x 4. Nella sala per la televisione è stata ricavata una reception e sono stati sistemati dei tavoli che ne impediscono in parte l’uso.

All’esterno in estate, malgrado le ripetute richieste, non è stata fatta la normale disinfestazione contro le mosche e le zanzare per cui la frequentazione è diventata una sofferenza continua.

E tutto questo non tramite confronto diretto ma con semplici comunicati scritti su un foglio appeso nella vicinanza dell’entrata.

Quello che non accettiamo è l’arroganza… Sia ben chiaro che non  chiediamo al Comune la revoca del bando e la riassegnazione della gestione, chiediamo solo un minimo di rispetto per tutto quello che abbiamo fatto in più di 60 anni… Chiediamo troppo?

Tino Casolari e un bel numero di amici – Carpi

 

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