Lettera aperta sul “caso” Kahlua alla ricerca del dialogo

Lettera aperta sul “caso” Kahlua alla ricerca del dialogo

Gentile Direttore, siamo dei residenti del Centro che vorrebbero portare, in merito alla questione del Kahlua, la propria voce e le proprie esperienze a conoscenza di tutti, tramite questa lettera che vuole anche essere un tentativo di dialogo a  favore della convivenza.
Innanzitutto, bisogna chiarire subito che anche noi vogliamo un Centro vivo. Ma cosa significa avere un Centro vivo? Significa che i residenti ed i gestori dei locali debbono venirsi incontro: i residenti devono essere tolleranti e sopportare qualche rumore di troppo, i gestori devono cercare di rispettare le regole ed i vicini. In poche parole: rispetto e buon senso, da parte di tutti.
La questione del Kahlua è che spesso si è esagerato, portando chi abita lì vicino ad essere esasperato.
Non ci interessa discutere l’aspetto degli schiamazzi notturni: è un bene che la gente viva il Centro e si diverta, pazienza se qualche volta si esagera con i volumi della voce. Ci interessa invece discutere la questione della musica, per cui il Kahlua è stato punito per una condotta decisamente fuori dal regolamento in vigore.
L’attuale gestione del bar rileva la vecchia più di due anni fa. A partire dal 2014 il locale si caratterizza per un elevato numero di eventi musicali ad alto volume, in genere 3 o 4 a settimana: mercoledì concerti dalle 22, venerdì e/o sabato concerti o dj set, domenica aperitivi con musica. Tutti eventi che possono andare avanti fino ad ora tarda, per un totale più o meno di 150 appuntamenti l’anno. Poi ci sono tutte le altre serate “normali”, dove la musica viene comunque riprodotta tramite stereo anche all’esterno del locale e fino a notte fonda. Ma erano consentite tutte queste attività?
Per rispondere, occorre a questo punto spiegare cosa dice la normativa.
Per la musica che si fa abitualmente all’interno di un locale (di qualsiasi tipo: concerti, dj set, musica da stereo) ci vuole un apposito permesso, il NOA (nulla osta acustico). Poi ci sono le attività all’aperto che si possono svolgere per un numero massimo di 30 all’anno per sito.
Il NOA del Kahlua è stato rilasciato ad inizio 2015. E tutta la musica fatta all’interno del locale nel 2014? Beh, senza permesso. In ogni modo, dopo un anno di attività non proprio autorizzata, finalmente i gestori si decidono a mettersi in regola, chiamano un loro tecnico che fa una relazione e la presenta al Comune che concede il permesso.
Cosa dice il Noa del Kahlua? Dice che si può fare musica riprodotta utilizzando un impianto con limitatore di suoni ma che le serate di musica dal vivo dentro il locale non possono essere organizzate. Dice anche che oltre le 22 non si può diffondere musica sotto il portico.
Per evidenziare le varie irregolarità, bisognerebbe raccontare i singoli episodi: tutte quelle volte in cui la musica è stata tenuta alta oltre l’orario consentito (e non stiamo parlando delle 24.15, magari!) e con impianti non autorizzati anche durante la settimana, tutti gli eventi organizzati all’aperto oltre quelli concessi, etc. Però, per farvi capire a titolo esemplificativo quanto il buon senso ed il rispetto siano spesso venuti a meno, vogliamo parlarvi solo dei concerti all’interno del locale.
Come si diceva, l’autorizzazione del Kahlua specifica che non si può fare musica dal vivo: quindi, tutti i concerti organizzati all’interno del locale? Non erano permessi. E non stiamo parlando di qualche serata ma di eventi organizzati con cadenza regolare. Questo dipende dal fatto che lo stabile non è insonorizzato. Insonorizzare è un investimento, certo, ma se lo fanno gli altri locali dove c’è musica dal vivo, perché non può farlo anche il Kahlua?
Nel NOA c’è anche scritto che alla terza violazione del regolamento viene revocata la possibilità di fare musica, finché non si chiede un altro permesso tramite il proprio tecnico. Il Kahlua ha preso 3 sanzioni di questo tipo nel 2015, nonostante la predisposizione alla mediazione e la non ferrea rigidità di chi ha fatto i controlli.

Ora qualche ulteriore domanda, per un tentativo di dialogo.

 

Ai gestori del Kahlua

Avete fatto veramente di tutto, avete violato moltissime volte il permesso. Avete organizzato concerti e dj set fuori dalle regole e siete andati oltre gli orari concessi, continuamente. Ed ora, che avete perso la possibilità di fare musica vi lamentate di essere dei perseguitati e ve la prendete con i cittadini che sarebbero dei rompiscatole. Non potreste semplicemente cercare di fare le cose in regola e dialogare coi vicini? Per noi siete una risorsa come tutti i locali del Centro, se anche qualche volta farete qualcosa un poco oltre i regolamenti nessuno sarà lì a rompervi, ma se esagerate diventa insostenibile.
PS: ogni volta che prevedete una serata con molta gente (sabato, venerdì, mercoledì e domenica), spostate il dehor a vostro piacimento ed occupate il portico intero. Vi ricordiamo che questa cosa non si può fare e che così facendo costringete i passanti ad uscire in strada. Vi ricordiamo che tra i passanti ci possono anche essere persone disabili, bambini in passeggino, etc. Per favore, rispettate il corretto posizionamento del vostro dehor, come fanno gli altri locali di Carpi.

 

Al comune e all’assessore

La politica che mira a riportare in vita la città è benefica ma com’è possibile che si sia arrivati al punto di dover togliere il permesso per fare musica ad un locale? Si sapeva da tempo quanto le cose venissero fatte al di fuori del regolamento, e di molto anche. Si è tentato di spiegare  ai gestori del locale che stavano esagerando? E, se sì, con quali risultati?
Com’è stato possibile che un locale abbia fatto, al suo interno, musica senza permesso per tutto il 2014? Ci sono altri locali che fanno musica senza permesso, in centro a Carpi?

 

Ai cittadini di Carpi

Speriamo che questa nostra lettera un poco vi faccia riflettere sul reale stato delle cose e su quanto si faccia fatica a vivere quando un locale eccede così tanto il consentito. Tra noi ci sono persone con bambini piccoli che non riescono a dormire, ci sono persone che lavorano e che arrivano alla mattina stanchi e nervosi, ci sono anziani che chiedono soltanto un poco di rispetto. Cercate di immedesimarvi nella nostra condizione: se vi aprisse sotto casa un locale che fa musica 3 o più volte a settimana anche di notte e se scopriste che molti di questi eventi non sono consentiti (nei tempi e nei modi), come vi sentireste?

 

Ai giornalisti

Quando succede una cosa come quella di venerdì scorso, è facile cadere nella polemica di chi vede il residente sempre e solo come un rompiscatole, mentre il gestore come un perseguitato che cerca solo di fare la sua attività e ravvivare il Centro. Non si può negare che rispettare al 100% il regolamento possa essere difficoltoso. Però, qui, siamo di fronte ad un caso limite. Vi invitiamo quindi a documentarvi sulla realtà dei fatti avvenuti ed a leggervi i regolamenti, per poter poi riscontrare di persona come le cose, in molti casi, vengano fatte in modo completamente fuori dal buon senso e dalla norma. Speriamo che questa nostra lettera possa essere di stimolo per l’inizio di un percorso che mira ad un Centro vivo ed attivo per tutti: residenti, cittadini, turisti, commercianti e pubblici esercenti.

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