Quando sparisce il rispetto dei morti

Quando sparisce il rispetto dei morti

Egregio Direttore, vorrei condividere con i miei concittadini una recente esperienza che mi ha molto rattristato, con la speranza che si possa intervenire per contrastare il preoccupante dilagare dell’indifferenza e del mancato rispetto di fronte a situazioni che lo richiederebbero.

La scorsa settimana mi sono recata in camera mortuaria per un ultimo saluto a un amico.

Questa la sequenza delle scene a cui ho assistito:

Nel cortile della struttura (e non fuori dal cancello) gruppi di persone adulte se la raccontavano ridendo e scherzando a voce alta. Mi avvicino alla porta d’ingresso dalla quale nel frattempo esce una signora con marito e figlie (adulte), che con uno smagliante sorriso si rivolgono al  gruppo nel cortile (ovviamente a voce alta perché ancora non si erano avvicinati agli amici). Entro un po’ confusa e nell’ingresso, davanti alla macchina del caffè, trovo un altro gruppo di persone (adulte) con medesimo atteggiamento di quelle che si trovavano all’esterno. Quando entro nella stanza dove era stato composto il mio amico, mi avvicino alla bara per il  dovuto raccoglimento ma non mi è stato possibile per via del chiacchierio delle tre signore, conoscenti del defunto, che stavano sedute ai piedi della bara.

Tutto questo all’interno di un luogo che già è triste per la  funzione che esplica, e che è reso ancora più triste dal degrado della struttura, ormai fatiscente. Credo che il rispetto di fronte ai defunti sia un valore da preservare, e trovo imbarazzante dover sollecitare l’intervento dell’Amministrazione Comunale affinchè imponga delle regole di comportamento, nei modi che ritiene più opportuni.

E’ imbarazzante perché  in questi frangenti  è la sensibilità di ognuno di noi che dovrebbe portare naturalmente al dovuto rispetto, senza che siano necessarie regole imposte.

Lorenza Pallavicini – Carpi

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