Francesco a Lesbo: un gesto spiazzante

Francesco a Lesbo: un gesto spiazzante

Certo che per districarsi in questo ginepraio e capire i famosi “segni dei tempi” ci vuole un notevole discernimento e molta preghiera. Dal figlio del mafioso che va in tv al cortigiano più famoso d’Italia, ha ragione Vittorio Zucconi quando dice che “…la risposta la dovevano dare gli Italiani a non guardare quella trasmissione”. Ci sono state, in passato, grandi personalità che si sono rifiutate di andare “…in quel salotto mondano’’, che il Conduttore nei sui libri ha attaccato solo perché non hanno partecipato.

Poi arriviamo allo scandalo Panama Papers, e  guarda un po’, la linea di difesa è  “…che non sapevano di avere dei conti lì……”: non sembra di ricordare quella storia degli appartamenti romani, pagati da altri?

Qualcuno è anche andato a Gerusalemme, pensando di fare dimenticare che è razzista e xenofobo, che continuamente attacca il Papa e il magistero della Chiesa, soprattutto sull’accoglienza agli immigrati. Oltre al Capo dello Stato, mi meraviglia chi l’ha ricevuto, non pensando che questa è una strumentalizzazione per confondere gli umili e gli ingenui. Il comico-politico che in uno spettacolo ridicolizza la Santa Comunione con un atto blasfemo sarebbe davvero il nuovo che avanza? 

In questo tempo, si auspicherebbe che le persone fossero più attente a capire e a leggere questi avvenimenti con intelligenza e sagacia. Ma ho dei dubbi che sia cosi. Il Signore nel Vangelo, ci dice che dovremmo essere “…prudenti come serpenti e semplici come colombe” (Mat. 10,16).

Però arriva anche la speranza: il viaggio del Papa a Lesbo, il primo viaggio ecumenico, forte il messaggio e fortissima la sua partecipazione, l’aver portato dodici profughi con sé a Roma è un segno profetico, di come questo uomo di Dio sbaraglia ogni posizione comoda e benpensante. Infine l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”: francamente mi aspettavo qualche apertura maggiore su certe tematiche, vedo però inaugurare un rapporto nuovo tra Magistero ed esperienza d’amore. Ed è mutata la consapevolezza che dove c’è amore, la Chiesa deve mettersi in ascolto. Misericordia e giustizia non sono sullo stesso piano, ma la misericordia è l’origine e il fine della giustizia.

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