Mr. Bergoglio va a Washington

Mr. Bergoglio va a Washington

Le parole che il presidente Obama ha rivolto a papa Francesco alla Casa Bianca mi hanno particolarmente colpito e non vorrei che fossero archiviate nella cronaca, ma rimanessero impresse nei cuori: fanno venire i brividi. Ha detto il Presidente: “Grazie per il grande dono della speranza. Un grazie non solo per il ruolo, ma per le qualità uniche come persona. Nella umiltà, semplicità, nella dolcezza delle parole e la generosità dello spirito vediamo in Lei un esempio vivente degli insegnamenti di Gesù. Lei ci ricorda come il più potente messaggio di Dio è la misericordia. E questo significa accogliere lo straniero con empatia e col cuore realmente aperto, che si tratti di rifugiati che fuggono da terre lacerate dalla guerra o immigrati che lasciano la loro casa in cerca di una vita migliore”. E ancora:  “Santità, voi ci ricordate che abbiamo un obbligo sacro di proteggere il pianeta, dono magnifico di Dio”. E poi la conclusione: “Voi ci ricordate dei costi della guerra, in particolare sui deboli e ci spingete verso l’imperativo della pace, ci ricordate che la gente è libera solo quando può praticare liberamente la propria fede (…). Cogliere l’opportunità storica di porre fine alla povertà estrema nell’arco di una generazione è un obbligo assoluto”. 

Queste parole riempiono il cuore di speranza, se l’uomo più potente della terra dice questo vuole dire che lo Spirito del Signore soffia e va dove vuole per trasformare le menti. Si sono letti anche degli attacchi a papa Francesco da parte di ambienti conservatori di estrema destra e non solo. Peccato che perdano ogni occasione per tacere e redimersi: sanno forse dei colloqui riservati tra Raul Castro e con il Presidente Obama, dei problemi delicati di cui hanno discusso? Penso proprio di no! Vari sono i vaticanisti, più o meno bravi che si improvvisano esperti o teologi, e probabilmente devono guadagnarsi la ‘’pagnotta’’. “La Chiesa è una democrazia..”, si legge. 

Ma la Chiesa non è una democrazia, è molto di più, è una comunione. La si dovrebbe vedere nelle Comunità parrocchiali e diocesane o tra vescovi e sacerdoti, tra papa e vescovi, ma non è facile ci vuole molta umiltà e proprio per questo, non traspare. “Quando i potenti di quaggiù – scrive Bernanos – vi fanno domande insidiose su un mucchio di problemi pericolosi, come la guerra moderna, il rispetto dei trattati, l’organizzazione capitalistica, non abbiate vergogna di confessare che siete troppo stupidi per rispondere che, in vece vostra, risponderà il Vangelo. Allora la parola divina farà forse il miracolo di riunire gli uomini di buona volontà, poiché è stata pronunciata per loro”. 

Papa Francesco non ha taciuto nulla nel suo discorso al Congresso americano: “Nel mondo dilaniato da conflitti e fondamentalismo non bisogna semplificare la realtà vedendo solo buoni o cattivi. La politica non sia sottomessa all’economia e alla finanza. Non spaventiamoci per il numero di immigrati, ma guardiamo i loro volti. La vita umana va difesa in ogni fase del suo sviluppo, la pena di morte abolita. Bisogna far di più per combattere la povertà e fermare il commercio delle armi. E’ necessario aiutare la famiglia minacciata, forse come non mai in precedenza”. Trentotto applausi a scena aperta: e la speranza che venga ascoltato.

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