Nel messaggio di Francesco l’inquietudine come valore

Nel messaggio di Francesco l’inquietudine come valore

Come capire i “segni dei tempi’’ in questo momento della nostra storia, non è certo semplice e facile. I fatti di Parigi, dimostrano come l’odio e l’egoismo umano, non sono mai vinti. Il  Papa ha affermato, ancora una volta, che chi uccide in nome di Dio…bestemmia.  

Fa paura il fanatismo religioso, come motivazione di altri sporchi interessi, quei criminali  che indottrinano i poveri giovani affinchè compiano delitti efferati, massacrando e distruggendo tutto. La mia  meraviglia  è sui “servizi segreti’’ dell’Occidente: possibile che nessuno si sia accorto di nulla? E guardando agli sviluppi successivi, non viene il dubbio che qualcuno non abbia capito?  Ma questi criminali si saranno pure organizzati… Avranno trasmesso qualcosa fra di loro… Domande inquietanti… 

In  Italia, si è concluso il Sinodo e si attende il documento di Papa Francesco, molti sono stati gli attacchi al Pontefice, per limitarne l’azione, ma il Papa va avanti con fermezza. La Chiesa Italiana, dal 1976, ogni dieci anni, si ritrova in una sorta di “stati generali”. Il pensiero di Papa Francesco è stato molto importante: occorre uno “Spirito potente e inquietante”: il che significa saper mettersi in discussione personalmente e, come Chiesa, accettare di rivedere modi di pensare e di agire acquisiti a suo tempo, ma non più validi con il mutare dei tempi a seguito di nuovi sviluppi culturali, nuove esperienze e conoscenze.  Questo non significa assumere ogni cosa, ogni novità, acriticamente, ma anzi fare uso di autentico discernimento senza però rimanere prigionieri di mentalità, anche religiose, superate per un avvenuto approfondimento positivo del cuore del messaggio evangelico, ricordando altresì la “gerarchia delle verità”, come ha detto lo stesso Papa. Lasciare pendere aspetti laterali non fondanti o pratiche non più significative sul piano spirituale o consuetudini superate o devozioni di tempi passati. Dobbiamo lasciarci inquietare dalla realtà della situazione attuale. Domenica 15 novembre, il Papa è andato a fare visita alla Chiesa luterana di Roma, e ha richiamato il Battesimo comune, la fede, la preghiera al Signore e il primato della coscienza. Bella la battuta nell’omelia: “Che cosa ci chiederà il Signore: se sei andato a Messa o se hai servito i poveri, che sono al centro del Vangelo?”. Un Papa profetico che si ispira direttamente al Vangelo che ci indica la strada, che dice “innovare con libertà”.

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