Bellezza

Bellezza

Una domanda si vorrebbe rivolgere non solo agli amministratori, le cui decisioni sono l’effetto, ma anche ai mondi dell’associazionismo ecologista e sociale le cui pressioni sono invece la causa: siete soddisfatti del risultato finale di piste ciclabili ricavate su storiche arterie cittadine, come viale Focherini prima e oggi viale Dallai? Certo: le piste in questione sono correttissime – anche se c’è chi avrebbe voluto ancora di più – per quanto riguarda segnaletica orizzontale e verticale, semafori sonori, passaggi pedonali, barriere anti svolta. Ma è come se, dopo aver impiegato ogni farmaco, ogni terapia per curare il paziente, questi fosse ugualmente deceduto. È morta, in questo caso, la bellezza della città, è morta l’armonia dell’ambiente urbano insieme alla sua godibilità. Sotto l’assedio delle mille richieste delle parti – ecologisti, ciclisti, associazioni disabili – è andata perduta la visione del tutto, dell’effetto estetico. Che, duole doverlo dire, non ha trovato alcuna associazione, alcun comitato o pubblico amministratore pronto a mobilitarsi in sua difesa.    

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