Kant

Kant

Fino a qualche tempo fa, ad agitare la questione dell’amianto nell’acqua erano i Comitati e i 5 Stelle. Sul banco degli imputati ci stavano Giunta, Ausl e Aimag, accusate di reticenza. Loro si difendevano: non è certo che l’amianto ingerito faccia male. E non capite che sostituire 200 chilometri di condotte costerebbe un’iradiddio, mettendo sottosopra la città per anni? Poi le acque, pur con le fibre ancora dentro, si sono calmate. Il Sindaco ha impegnato Aimag a investire 12 milioni per cambiare dorsali e anello principale. E tutti, a partire dal Comitato Beni comuni, lo hanno applaudito. Sembrava finita, ma non è così. Ora lo spauracchio, prima respinto con sdegno, delle reti da sostituire, del mega investimento da fare sennò ci ammaleremo tutti di tumore lo tira fuori sapete chi? Il Pd. Proprio così. Per convincere i più riluttanti, anche fra i suoi, che se Aimag non si fonde con Hera non troverà mai le risorse per rifare tutta la rete. E’ la prova che Kant si era sbagliato: non esiste una realtà in sé al di là di come ci appare. O di come ce la raccontano.     

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