(P)UNTI DI VISTA

(P)UNTI DI VISTA

Se una notte d’inverno un viaggiatore… si appostasse presso uno degli ultimi e gettonatissimi bidoni della spazzatura, vedrebbe un viavai di macchine che vuotano i loro bauli che nemmeno alla Bruciata ai tempi d’oro del PUTTAN TOUR si vedeva. Famiglie intere, giovani, anziani, donne, uomini, falsi invalidi…è un continuo di macchine che, alcune con discrezione, altre spudoratamente, accostano e si svuotano con un gran senso di liberazione. Il tutto sperando che qualcuno che ci abita di fronte non esca con la lupara e chieda le generalità..

Venerdì mattina, viale Carducci, ore 8.15 circa. Traffico lento ma abbastanza scorrevole finchè, all’altezza del ristorante, c’è un rallentamento, che a breve diventa un’unica colonna di macchine strombazzanti e incazzose. Eppure non è giovedì mattina, quando gli avventori del mercato decidono che “al mercato ci si va in macchina quella che tiriamo fuori solo per le grandi occasioni”( che sarebbero visite in ospedale, funerali e, appunto, mercato del giovedì). Che sia un incidente? Oddio, Moreno che è sempre in bici? Ma mi accorgo con un certo sollievo che è soltanto un distinto signore che, vestito di tutto punto, ha male accostato la sua familiare sul ciglio della strada, e con una calma olimpica, incurante dei cancheri che gli vengono tirati da chi vorrebbe passare ma non riesce, apre il baule dal quale estrae cinque sportine ben chiuse e riempite in modo inspiegabilmente ordinato di spazzatura e le lancia nel bidone indifferenziato ormai stracolmo.

Persino io ho nel baule da giorni, ormai, quella sportina di indifferenziato, che a casa mia sta per “non è vetro, non è plastica, non è carta, non è alluminio (ma potrebbe??). non è positivo al test della radioattività né a quello del Carbonio 14, e visto che non so dove cacchio metterlo lanciamolo in quei bei bidoni ancora terra di nessuno”. In certi casi aggiungerei la postille “puzza troppo per lasciarlo nel mio bidone e aspettare il giorno della raccolta che me lo dimentico sempre”…

Raggiungo con circa 10 minuti di ritardo il caffè mattutino consueto, dove ormai il dibattito verte su “come smaltire le capsule del caffè” (aprirle, mettere il caffè rimasto nell’organico e la parte in plastica nella plastica),  “quale sabbietta del gatto va messa nell’organico e quale invece nel water” (questo ancora non si è ben capito) “dove butto gli assorbenti, siamo 3 donne in famiglia come faccio” (nell’indiffferenziato, ma passa alla coppetta che è meglio per quasi tutti) e “prima o poi si passa alla sommossa popolare”, transitando per “se mi rompo lo butto in un fosso” “io lo butto davanti a casa della zia del cognato di mia cugina che ne ha uno davanti a casa beata lei”.

Ma questa mattina la situazione è ben più grave. Sembriamo quasi tornate ai tempi d’oro in cui chi ci vedeva ciangottare al tavolino non pensava a una seduta straordinaria del Consiglio comunale, ma a una puntata di “Sex & the City”: una delle Pùple in lacrime (in crisi da tempo, a dire la verità) dichiara di avere scoperto che il compagno la tradiva (finalmente! Ma credo che il “finalmente” sia stata solo una proiezione della mia mente che non vedeva l’ora che questa aprisse gli occhi, e che cazzo!), complice un preservativo (usato) trovato in un cassetto della scrivania nell’ufficio di lui, dove si era infilata con un pretesto pietoso ma efficace. Dopo mesi di chiacchiere fiacche e domestiche e soprattutto dopo mesi di pattumi organici o no (con disquisizioni sul grado di biodegradabilità del tampax usato) ci friggono a tutte mani e lingua, desiderose come siamo di questa svolta gossipara e sottilmente porno delle nostre colazioni. Si sprecano “OH! “ e “AH!” e “marrano!” “porco”, “impotente” (solo con lei, però), finchè anche questa indignazione pian piano, così come è cresciuta, si sgonfia… e restiamo un po’ tutte zitte davanti ai nostri caffè pensando a quanto siamo state fortunate a non aver fatto NOI una scoperta del genere, perché in effetti come si può reagire messi di fronte all’evidenza in modo così violento? Come ci si comporta adesso?

“Il fluido nell’organico e il lattice nella plastica!” “noooooo!!!! Il lattice non va nella plastica! O comunque, va prima lavato!” “ma non lo si tiene per metterlo agli atti?” “va messo nell’indifferenziato” ”nell’indifferenziato in terrazzo nell’attesa che venga il giorno della raccolta? Questa è crudeltà mentale!”.

Ci congediamo tutte un po’ rinfrancate, dopo altri 40 minuti di dibattito tra il serio e il faceto, contente in cuor nostro che il lubrificante non sia da considerare un olio esausto.

 

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