TORA! TORA! TORA!

TORA! TORA! TORA!

Ogni anno, ogni volta, la stessa storia. Halloween non è di tradizione italiana, e basta con queste scopiazzature americane, e le luminarie già a metà novembre cos’è questa storia, e il cantante che ha pubblicato l’Anthology ed è un semplice Greatest Hits, chiudiamo i negozi di domenica per riscoprire i valori familiari…

Ecco, a tutti questi signori con la sindrome del vecchietto che guarda i cantieri o che ti assiste durante un parcheggio in retromarcia, a tutti coloro che polemizzano per il gusto di indottrinarti col ditino alzato e che si chiudono in casa a inveire contro questi semplici entusiasmi, dico:

A me la piazza gremita di gente, bambini, musica, negozi e locali aperti, la banda che suonava “Back in Black” è piaciuta un sacco. Alle 21.30 era già tutto tornato alla normalità. Preferisco i bambini vestiti da fantasmi agli zombie che normalmente circolano lungo il corso Alberto Pio. Non capisco perché gli americani hanno tre feste in croce e le riescano a esportare e a farci un business mentre noi siamo ancora qui con 9 onomastici a testa che rosichiamo.

Stupirsi che un cd dal titolo “Anthology” sia una mera raccolta di Greatest hits con un paio di inediti è come lamentarsi di essersi sorbiti Veltroni nello stand di fianco al ristorante ”Falò” all’allora Festa dell’Unità. Se poi il cantante in questione ha 70 anni e il cd è pure triplo, che ti pretendi?

I negozi aperti di domenica non sono il coro delle sirene di Ulisse che t’incatena: se volete riscoprire i valori familiari, forse è meglio evitare la sezione SOFT PORNO di Netflix: una mutanda Bunga Bunga di Intimissimi comprata di domenica alla peggio uccide il buon gusto, non certamente l’armonia familiare (andare da Tezenis il lunedi, di corsa, usciti dal lavoro, col patema della serranda che chiude non sembra giovare tanto di più alla vita di coppia)

Le luminarie natalizie sono belle, mettono allegria e accentuano il piacere di vivere in un’isola felice, dove ancora si può uscire di sera e stare a naso in su perché la torre dell’orologio illuminata è spettacolare senza paura che da sotto qualcuno ti sfili il portafoglio dalla borsa. 

Ben venga tutto ciò che può far venire voglia alla gente di uscire, muovere l’economia, vedersi e relazionarsi, anche se è il Black Friday o il Cyber Monday che ancora ho da capire di cosa si tratti esattamente.

Smetterò questi entusiasmi filoliberativisti, filoamericani e un cicinino nazionalpopolari solo quando le cellule del mio corpo smetteranno di urlare TOGA! TOGA! TOGA! E si daranno al TORA! TORA! TORA!(DOL).

Ma forse neanche allora.

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