Arte di Concentrico al Mercato coperto. Ciak si gira, al campo di Fossoli dove oggi arriva l'artista Pacelli

Cinema e arte si prendono gran parte delle cronache cittadine delle edizioni odierne di Carlino e Gazzetta. Il primo apre con l'annuncio di una iniziativa, fra quelle previste a luglio da Concentrico, il festival del teatro all'aperto, che permetterà di valorizzare gli ambienti del Mercato coperto, chiuso ormai da tempo. Si tratta di Concentrico Art, un "group show” di arte contemporanea in programma da 3 al 24 luglio, coordinato dal pittore Andrea Saltini e che avrà per protagonisti diversi altri artisti carpigiani. L'iniziativa valorizzerà uno spazio in disuso, quanto prezioso, ma sul suo futuro utilizzo l'assessore Stefania Gasparini, che ha proposto il contenitore di piazzale Ramazzini per questa rassegna artistica, non si sbilancia: non ci sono bandi né manifestazioni di interesse, dichiara al giornale (in realtà una c'è, avanzata da tempo da Conad), sicché al momento ogni ipotesi è legittima. Inclusa quella, avanzata da più parti, della demolizione di quella che è sempre stata una costruzione "aggiunta” e superata.

 

Si parla di cinema, invece, in apertura della Gazzetta, per annunciare che al campo di Fossoli e in piazzale Bertesi saranno effettuate alcune riprese del film “Bocche inutili” del regista Claudio Uberti. La produzione ha scelto di ambientare tra Fossoli e Carpi alcune scene del lungometraggio che sarà completato tra Bologna e Cinecittà e che avrà come protagonista una donna ebrea, Ester, rastrellata a Roma e internata nel campo prima del trasferimento a Ravensbruck. Molte le interpreti, come Margot Sikabonyi, Morena Gentile, Lorenza Indovina, Nina Torresi, Patrizia Loreti. Di spalla la Gazzetta riporta l'esito del dibattito consiliare avviato dalla presentazione di una mozione dei 5Stelle, a favore della coltivazione di cannabis curativa in terreni di proprietà comunale. Molti gli apprezzamenti ricevuti dalla proposta che è stata però respinta dal Consiglio.

 

 

Il Carlino ritorna ancora al campo di Fossoli riferendo, a fondo pagina, della conclusione, questa sera, del viaggio a piedi di 900 chilometri, da Buchenwald alle baracche di via Remesina, dell'artista italo-tedesca Diana Pacelli. E' una camminata tra due luoghi simbolo della deportazione che vuole essere anche una performance artistica alla quale è stato dato il titolo di "Trenta denari”, imperniata com'è sul tema della delazione: un'attività alla quale in tanti si dedicarono durante la Repubblica sociale, denunciando ebrei in cambio di una miserabile ricompensa. La doppia faccia dei delatori è simboleggiata dalla maschera di cartapesta indossata dall'artista e che ne riproduce il volto, che Pacelli ha indossata durante tutta la camminata e che toglierà all'arrivo, dopo aver raccolto durante il percorso una quantità di testimonianze visive e audio che finiranno per comporre una narrazione.