Camere ardenti: la vincesindaca Lugli smonta il caso presentato da Fratelli d'Italia

Oltre che sulla cittadinanza onoraria di Mussolini, il Consiglio comunale del 10 luglio ha trattato anche altre questioni. In particolare, la seduta si è aperta con la risposta dell’Amministrazione a tre interrogazioni presentate dalle opposizioni, tra cui quella di Federica Carletti sullo stato e l’accessibilità delle camere ardenti dell’ospedale Ramazzini, che per la presidente di Fratelli d’Italia Carpi non sarebbero accessibili a tutti i cittadini.

 

Una situazione smentita dai numeri circostanziati portati dall’assessora Mariella Lugli, che ha citato i dati forniti dall’Ausl: «Le sale per l’esposizione contemporanea di salme e commiato dei defunti sono cinque, con un tempo di esposizione di almeno 24 ore prima del funerale. Nel locale di preparazione sono presenti celle frigorifere per contenere fino a 4 salme», ha fatto il punto la Vicesindaca. Che ha poi spiegato come avvengono le procedure di accesso alla struttura per i defunti all’esterno dell’ospedale: «In caso di decesso esternamente all’ospedale l’agenzia funebre deve richiedere autorizzazione alla direzione sanitaria che verifica eventuali spazi liberi. Secondo appositi registri, l’ospedale di Carpi ha sempre manifestato ampia disponibilità ad accogliere defunti anche da fuori l’ospedale, che nel 2024 sono stati il 38 per cento del totale delle salme gestite presso le camere ardenti». 

Vengono dunque ridimensionati i presunti allarmi circa l’impossibilità di accedere alla struttura dall’esterno: «Le segnalazioni arrivate su presunte difficoltà di accesso alla struttura sono arrivate tutte della medesima singola agenzia funebre e sono state 8 nel 2025, 1 nel 2024 quando i decessi totali in città sono stati 737, e una nel 2023 – conclude la Lugli –. Continueranno comunque gli specifici incontri con la Direzione sanitaria e le agenzie funebri per monitorare le esigenze».

Di fronte a questi dati, Carletti ha chiuso il caso.