Carpi sui giornali. Fallita Match Italia (Le Fate). Laboratorio in Agape. Protesta per la ricreazione

 

E’ il fallimento deciso in questi giorni dal Tribunale di Modena della Match Italia International, titolare di diversi marchi di maglieria e confezione donna fra cui Le Fate e Capriccioli, a prendersi l’apertura della prima pagina carpigiana della Gazzetta. Per l'azienda era in corso una procedura di concordato con riserva, evidentemente non andata a buon fine, mentre sono una ventina i dipendenti a vantare crediti nei suoi confronti. Nella proprietà, al fondatore de Le Fate, Sauro Degli Esposti, era subentrato fin dal 2020 un nuovo gruppo con Daris Fiorini come amministratore delegato, mentre Emma Brini ne assumeva la direzione stilistica. Nella nuova veste, Match Italia International ha poi acquisito Capriccioli srl, con i marchi Simona Vignoli e Sally New York e Giovani Idee con il marchio Anysè Maglieria d’Autore oltre alla pelletteria Freddi e Barbieri di Parma. E nonostante i propositi ottimistici enunciati a gennaio durante una passerella alle Ferrovie Creative dal direttore finanziario di Match Italia International, conclude il giornale, “...il 7 novembre è arrivato il fallimento". In seconda apertura la Gazzetta riferisce degli attestati di solidarietà ricevuti dalla Preside del liceoFanti, oggetto del delirante video messo in circolazione da un gruppo novax, mentre entrambi i quotidiani registrano il positivo decorso delle ferite riportate dal quindicenne ferito nell’incidente dell’altro ieri sulla Losi.

 

Il Carlino si sofferma sul laboratorio per la confezione di borse per la spesa allestito in collaborazione presso la Casa della Divina Provvidenza dalla struttura di accoglienza Agape e dall'emporio Cinque Pani. E’ una vera e propria piccola fabbrica dove cinque donne ospiti di Agape, cui se n’è aggiunta una di nazionalità ucraine, imparano un mestiere, grazie anche alla macchine e alle materie prime messe a disposizione dalla città.

 

Sempre di Liceo si parla in un servizio di spalla della Gazzetta che ricorda la protesta degli studenti che rivorrebbero l’intervallo della ricreazione in comune e non più come ora separati nelle rispettive classi. Una misura impossibile per il numero dei ragazzi che sfiorano i duemila e che potrebbe costituire un rischio per la sanità, è la replica del Preside che si rifà a una delibera del Consiglio di Istituto. A febbraio, a fronte di una diversa situazione sanitaria, si potrà anche avere un ripensamento, fa sapere