Fieni e Arletti (Fd'I): sfalci ridotti, sì, ma solo per le zone naturalistiche, non per i parchi urbani da mantenere fruibili
Il sospetto è che il Comune, con la scusa della biodiversità, intenda tagliare risorse alla manutenzione ordinaria delle aree verdi
Fratelli d'Italia di Carpi, e in particolare la capogruppo Annalisa Arletti, e il consigliere Enrico Fieni, vogliono vederci chiaro nell'adesione del Comune di Carpi al patto europeo NatConnect 2030 per la tutela della biodiversità. L'inserimento di altre 14 aree verdi pubbliche, oltre alle due già inserite a titolo sperimentale, fra quelle nelle quali si attuerà per un biennio lo sfalcio ridotto, fanno sapere in una nota, non poteva attendere il monitoraggio delle due sperimentazioni avviate? Non sarebbe stato opportuno mettere a disposizione la documentazione tecnica scientifica sulle due aree monitorate, prima di trasformare una sperimentazione in un modello di gestione sempre più esteso? Il sospetto, sottolinea Fieni, è che con la scusa della biodiversità «...rischiamo di arrivare a una gestione del verde pubblico nella quale non sia più chiaro il confine tra una scelta consapevole di tutela ambientale e una semplice riduzione della manutenzione. Al privato, però – sostiene Fieni – si raccomandano ordine e pulizia di giardini, ristagni e caditoie, come disciplinato dal Pug. Ci chiediamo allora quale sia il criterio con cui viene chiesto ai cittadini di mantenere determinate condizioni di decoro mentre negli spazi pubblici si sceglie deliberatamente di lasciare crescere maggiormente la vegetazione». Il Comune, in sostanza, secondo il consigliere parla di biodiversità, ma il timore è che in realtà punti a tagliare i fondi per la manutenzione ordinaria del verde pubblico, garantendo solo quella straordinaria. segue
Dal canto suo, la capogruppo meloniana Annalisa Arletti si chiede se non fosse stato il caso di limitare il progetto alle aree con specifica vocazione naturalistica e ambientale, tipo l'Oasi La Francesca, piuttosto che estenderla indistintamente a parchi urbani in cui la conservazione della biodiversità passa in secondo piano rispetto «...alla fruizione quotidiana da parte dei cittadini», per cui «...devono garantire anche decoro sicurezza e accessibilità». Anche Arletti esprime poi lo stesso sospetto del collega e cioè che la riduzione degli sfalci «...finisca per diventare nel tempo anche uno strumento per ridurre le risorse dedicate alla manutenzione ordinaria e programmata del verde pubblico». Da qui la richiesta, condivisa dai due consiglieri, che l'Amministrazione renda disponibile la documentazione sul monitoraggio effettuato sulle prime due aree sulle quali è stato effettuato l'esperimento: niente, insomma, contro la tutela della biodiversità, purché non vengano sacrificati decoro, sicurezza e fruibilità degli spazi verdi pubblici.
E' la seconda volta che Fratelli d'Italia avanza dubbi sulla riduzione degli sfalci motivata da ragioni di tutela ambientale che nasconderebbero in realtà l'intento del Comune di risparmiare sulla manutenzione. La nota non tiene conto invece dell'altra motivazione addotta dall'Amministrazione per aderire al Patto europeo. “Le misurazioni microclimatiche – si legge nella presentazione del progetto – dimostrano che il manto erboso alto (che non costituisce ambiente riproduttivo per le zanzare) agisce come isolante termico naturale in grado di ridurre la temperatura superficiale al suolo da 2 a 4 gradi rispetto all’aria (e fino a 5 gradi rispetto al prato rasato tradizionale), offrendo un fondamentale servizio ecosistemico di mitigazione dell’effetto isola di calore urbana”.