Fondazione CR Carpi: non è stato un confronto gratuito. Ecco i compensi di Presidente, Vice e Consiglieri

Ora che le liste definitive sono in campo per il voto del 2 settembre. E dopo che per tre mesi e passa le ragioni delle battaglie e dei confronti interni ed esterni alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi sono parse dominate da nobili ragioni di principio, tutte invariabilmente legate all'interesse della città, al bene dei Carpigiani, all'autonomia dell'Ente, vale al pena ricordare, in nome della trasparenza, che non si è trattato di battaglie e confronti solo gratuiti. E che qualche comportamento al momento del voto, nel maggio scorso, può essere stato dettato da un timore di rimanere esclusi dagli organismi dirigenti, per ragioni un po' più prosaiche del nobile lavoro al servizio della comunità cittadina.

Si parla ovviamente di soldi, vale a dire dei compensi che la Fondazione riconosce per il funzionamento dei propri organi statutari. Nel bilancio 2020 la cifra complessiva destinata a Presidente, Vice Presidente, Consiglieri di Amministrazione e di Indirizzo e Collegio dei Revisori ammonta a 460 mila 487 euro, comprensivi anche di oneri previdenziali e rimborsi spese. Quello che è costato di più è stato il Consiglio di Amministrazione (286 mila 297 euro), seguito dal Consiglio di Indirizzo (108 mila 488) e dal Collegio dei Revisori (65 mila 703 euro). Il motivo del peso nettamente prevalente del CdA si spiega con il compenso attribuito al Presidente (che si aggira sugli 80/85 mila euro lodi annui) e al suo Vice (intorno ai 40 mila euro), mentre ai Consiglieri di Amministrazione spettano circa 18 mila euro annui, come ai Revisori, tranne il Presidente del Collegio che percepisce qualche cosa di più. Sono importi, questi, che vengono fissati da una specifica delibera all'inizio di ogni mandato e sui quali la presidenza di Corrado Faglioni non è intervenuta, ereditando pari pari i compensi fissati dal predecessore, Giuseppe Schena.

 

Sempre sotto Schena è cambiato anche il sistema di rimborso ai Consiglieri di Indirizzo, passato dai gettoni di presenza a un forfait annuo sui 6 mila euro, dai quali vengono scalate le eventuali assenze. Ora, è facile fare demagogia ed erigere su queste spese dell'Ente le consuete barricate ispirate alla “casta” e a una classe dirigente che anche così marcherebbe la propria separatezza dal “popolo”. In realtà, la Fondazione CR Carpi retribuisce i propri organismi di partecipazione in base a criteri che sono fissati dall'autorità di vigilanza, con valori che non si discostano da quelli di altri enti delle stesse dimensioni, per un tipo di lavoro che comporta anche l'assunzione di precise responsabilità. Il vero connotato che autorizza invece a parlare di “casta” e del quale si è discusso ampiamente nelle ultime settimane è la duplice veste di elettori ed eleggibili nel CdA che, a termini di Statuto, possono indossare i Consiglieri di Indirizzo e che fa della Fondazione un ente chiuso, difficilmente rinnovabile. Ma anche questo è un dato comune a diverse consorelle.