Fondazione: il pacchetto Fiocchi-Saraceni fa da sé. Welfare aziendale in Liu Jo. Sottopassi in degrado

Il “pacchetto Fiocchi-Saraceni”, che con il puntello della commercialista Anna Navi e dell'imprenditore Mario Ascari, si sarebbe garantito la maggioranza all'interno di qualunque, futuro Consiglio di Amministrazione della Fondazione CR Carpi, ha deciso di mettersi in proprio. E, visto che non è stato accolto in blocco dalla lista Cigarini-Campedelli, andrà a costituire il nocciolo duro di una terza lista in campo per la disfida di fine maggio, dopo che sui blocchi di partenza si è posizionata anche quella che fa capo a Giovanni Arletti. E' l'argomento di apertura del Carlino e della  seconda pagina carpigiana della Gazzetta di oggi che ospitano entrambe dichiarazioni di Claudio Saraceni, ovviamente all'insegna del “non siamo stati ascoltati”, del conseguente "impoverimento” della lista Cigarini-Campedelli, dell'indipendenza e autonomia della Fondazione, dell'“attenzione al territorio”, eccetera. Frasi rituali – non molto dissimili da quelle che il Carlino riporta nello stesso servizio dal rivale, Enrico Campedelli, Vice presidente in pectore – che non servono molto a dissimulare il dato di fatto del "o tutti o nessuno” che il duo Saraceni-Fiocchi ha cercato fino all'ultimo di portare avanti per contare di più nella lista dei Comuni e della Curia, fino alla decisione di far da sé. Di taglio basso la Gazzetta, in un breve trafiletto, informa del deposito della lista di Giovanni Arletti, mettendo in primo piano la foto del teologo Brunetto Salvarani, la cui adesione al progetto del fondatore di Chimar ha sorpreso più di un osservatore, essendo il teologo considerato vicino al Vicario generale, monsignor Gildo Manicardi. Sempre che due affermati teologi in un ambiente così ristretto come quello di Carpi non evochino paralleli con i famosi galli del pollaio.

 

Il progetto "Enjoy-Work and Life” allestito da Liu Jo per conciliare vita e lavoro dei propri addetti e presentato dall'azienda per il bando “Conciliamo” del Dipartimento per le politiche della famiglia si prende la prima apertura della Gazzetta. Di spalla, il giornale lo accompagna con una intervista a Marco Marchi sottolinea il valore di una iniziativa che si propone di mettere in campo un welfare aziendale in grado di intervenire sugli orari, sulla flessibilità del lavoro, sulle incombenze familiari dei dipendenti, sulle esigenze delle dipendenti mamme.

 

 

 

In terza pagina, la Gazzetta riferisce della presa di posizione di Fratelli d'Italia sulle condizioni di degrado dei sottopassi, a partire da quello di via Bollitora, insicuro e imbrattato di scritte, mentre in quello di via Cimitero Israelitico il fondo stradale è sconnesso e pericoloso.