La carpigiana Albertina Violi Zirondoli dichiarata 'venerabile' da papa Francesco
La diocesi di carpi ha reso noto che ieri, giovedì 23 febbraio, papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio Albertina Violi Zirondoli (nella foto), “fedele laica e madre di famiglia”. Una notizia accolta con profonda gioia dalla Chiesa di Carpi, in cui Albertina, la “signora maestra” come veniva chiamata, per la sua professione di insegnante, con stima e ammirazione dai concittadini, ha vissuto quasi la totalità della sua esistenza. La "signora maestra", per la Chiesa Cattolica è divenuta dunque "venerabile", al pari della sua concittadina Mamma Nina Saltini.
"Nata a Carpi il 1° luglio 1901 - si legge nella biografia della venerabile diffusa dalla Diocesi -, Albertina Violi sposò a 23 anni Livio Zirondoli e fu madre di Alfredo, che poi divenne medico e sacerdote. Molto conosciuta per la sua attività di insegnante, che esercitò nella scuola pubblica e privatamente fino a settant’anni, manifestò una grande capacità di educatrice. Durante la seconda guerra mondiale e nel dopoguerra si dedicò ad opere di assistenza e in particolare alla promozione spirituale, umana e culturale delle giovani. Prima presidente del Cif (Centro Italiano Femminile) a Carpi, organizzò doposcuola per bambini e ragazze, scuole per maestre d’asilo e vigilatrici di colonie, soggiorni estivi in montagna e al mare, corsi di economia domestica. L’incontro negli anni ‘50 col Movimento dei Focolari (Opera di Maria) aprì una nuova dimensione spirituale alla sua vita. Suscitò varie vocazioni maschili e femminili. Morì a Roma il 18 luglio 1972, dopo mesi di sofferenze, confortata dalla presenza di Chiara Lubich, che accolse la sua consacrazione a Dio nell’Opera di Maria".
“La causa di beatificazione di Albertina Violi Zirondoli è iniziata, su richiesta dei diocesani di Carpi, il 16 luglio 2005, con l’approvazione dell’allora vescovo Elio Tinti - spiega don Carlo Malavasi, vicepostulatore della causa di beatificazione -. Di seguito la parte processuale si è svolta nella Diocesi di Fiesole, dato che è sepolta vicino a Loppiano, di cui allora il figlio Alfredo era responsabile". La causa poi è passata in Vaticano dove è stata esaminata da una prima e poi da una seconda commissione di teologi. "La prima commissione - prosegue don Malavasi - ha passato la documentazione alla seconda commissione, che a sua volta si è espressa favorevolmente presentando la causa al Santo Padre, che ieri ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto sulla venerabilità”.