Ricostruzione nella Diocesi: per il portale della Regione San Francesco ancora al palo

Al 30 novembre scorso, data dell'ultimo aggiornamento, il portale Open ricostruzione della Regione Emilia-Romagna calcolava in 83 gli interventi di ricostruzione pubblica di chiese, edifici, scuole relativi alla Diocesi di Carpi e Mirandola, per una spesa complessiva di poco inferiore ai 30 milioni di euro. La somma comprende però i soli interventi completati o con importo assegnato ed esclude quelli tuttora in istruttoria o per i quali i finanziamenti siano stati solo richiesti. Il portale consente così di stabilire con un certo grado di attendibilità a che punto si trovi la ricostruzione a Carpi e Novi, fra cantieri in corso e ancora soggetti a istruttoria, al netto di quelli completati in passato o dalla data dell'aggiornamento.

Fra i cantieri in corso vengono elencate la chiesa del Corpus Domini (87 mila 745 euro assegnati), della Madonna della Neve (184 mila euro assegnati), il Convento di Santa Chiara (1,288 milioni), la chiesa di Sant'Ignazio (1,096 milioni), la chiesa parrocchiale di Budrione (940 mila euro), quella di San Marino (471 mila) e quella di Cortile (519 mila), il Santuario della Madonna di Ponticelli (444 mila), la scuola materna Caduti in Guerra di Gargallo (8 mila). Le sorprese arrivano quando si guardi agli interventi definiti "con richiesta in istruttoria”, o “con richiesta futura” tutti con importo assegnato di zero euro e, tutt'al più, qualche acconto versato: in questa categoria compaiono, per esempio, le chiese di Rovereto, Migliarina, San Martino Secchia, Gargallo, Limidi, San Giuseppe Artigiano, ancora la chiesa e il convento di Santa Chiara, quello delle Cappuccine, e ancora la scuola Caduti in Guerra di Gargallo, il Seminario vescovile, il campanile e la canonica della parrocchiale di Novi. Dispiace constatarlo, ma appare qui, con zero euro assegnati, anche la chiesa di San Francesco a Carpi per la quale, con tutto il parlare che se n'è fatto, con il preventivo originario che sfiorava i 4 milioni, poi più che dimezzato, risulta che è stata spesa la miseria di 30 mila euro di un primo acconto risalente al 22 novembre 2016.