Monumento a Focherini: la lettera della figlia. Gli sviluppi della causa dell'''apericane''. Una condanna per violazione di domicilio
La lettera spedita alle redazioni da Paola Focherini, ultimogenita di Odoardo, in cui in modo accorato chiede che il futuro monumento al padre evochi anche la presenza della madre Maria (“Penso che i suo martirio non sia stato minore di quello del marito”) apre le cronache odierne del Carlino. E riapre anche la frattura che si era creata sul fronte dei famigliari, alcuni dei quali schierati con Paola, altri contrari all'inclusione della moglie ma insoddisfatti del modo in cui viene rappresentato Focherini in un primo bozzetto del monumento e altri ancora contrario tout-court alla realizzazione dell'opera. Il servizio dà conto anche delle prese di posizione delle forze politiche che chiedono chi la massima trasparenza su progetto, iter autorizzativo e finanziamenti (De Rosa per Forza Italia) e chi una discussione pubblica con larga partecipazione della città (Arletti e Casolari, Fratelli d'Italia).
Di taglio basso il giornale ricorda che domenica Campogalliano ospiterà la tradizionale Fiera di Sant'Orsola. segue
Anche la Gazzetta riprende la lettera di Paola Focherini, sia pure con minore risalto, preferendo aprire con il ritorno di un caso giudiziario che risale al 2014. Si tratta del ricorso di una signora 61enne di Carpi contraria all'archiviazione di una sua denuncia di diverse associazioni animaliste di tutta Italia per l'uso di termini come "apericane”, “aperigatto”, “aperibau”, “apericoda” da lei registrati come marchio esclusivo. I giudici di diversi tribunali (ieri è toccato a Modena) avevano chiuso la vicenda, considerando generici i termini registrati e comunque tali da non configurare delle contraffazioni di marchio. Ma la denunciante si è opposta, rilanciando le sue accuse davanti al giudice che si è riservato di valutare l'archiviazione. La decisione entro la settimana prossima. segue
Un altro caso giudiziario viene trattato dalla Gazzetta di taglio medio. Si tratta della condanna inflitta a un cittadino nigeriano che dorme in macchina a Soliera, dopo la separazione dalla moglie con cui ha avuto un figlio. Qualche giorno fa, nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico imposti dal giudice per maltrattamenti inflitti alla compagna, è tornato nella ex dimora coniugale, si è fatto la doccia e vi ha trascorso la notte, Il mattino successivo, la moglie, incinta e che ora vive con i genitori, se lo è ritrovato in casa e, spaventata, ha chiamato i Carabinieri che hanno arrestato l'uomo per violazione di domicilio. Durante il processo, l'imputato se l'è presa con il proprio avvocato, accusandola di non difenderlo bene. Lei ha rinunciato al mandato, mentre il Pm ha chiesto la pena di un anno e mezzo di reclusione. Il nuovo avvocato ha ottenuto una riduzione di pena, per cui ora l'uomo si trova in carcere dove dovrà scontare i dodici mesi che gli ha inflitti il Giudice.