Oggi sui giornali. Indebita percezione di erogazioni pubbliche: udienza per Liu Jo il 3 luglio. Il crollo dell'export moda

Notizie di natura molto diversa dal settore tessile abbigliamento. Il Carlino apre informando che è stata fissata al prossimo 3 luglio la data dell'udienza sui contributi Inps (importo: 240mila euro) contestati a Liu Jo, perché nel periodo in cui furono riconosciuti – marzo aprile 2020, in pieno lockdown da Covid – i dipendenti continuavano a lavorare da casa, ma a carico dell'Erario pubblico. Il presidente del gruppo, Marco Marchi, e il direttore delle risorse umane, Stefano Pastori, sono pertanto indagati per indebita percezione di erogazioni pubbliche, dopo che una ex dipendente aveva presentato denuncia. Due terzi del servizio del giornale ospitano le argomentazioni della difesa che ricordano come la causa sia stata innescata da una ex dipendente in precedenza licenziata per tutt'altri motivi. E, nel ribadire la fiducia nel “sistema giudiziario”, chiama la buona fede dell'azienda, sottolinea il periodo particolarmente difficile sotto il profilo delle relazioni umane e dell'organizzazione, con una normativa in costante evoluzione, per finire con l'osservazione che quella somma, soprattutto se confrontata con la consistenza patrimoniale del Gruppo, non giustificherebbe comportamenti errati, soprattutto se posta in relazione con il danno reputazionale che ricadrebbe su Liu Jo.

Non suonano come una novità le dichiarazioni di Roberto Guaitoli, presidente di Lapam Moda, riportate in apertura dalla Gazzetta. L'imprenditore denuncia il ben noto crollo dell'export nel 2023 sul 2022 (200 milioni in meno) e un calo dell'occupazione che nel 2024, rispetto al 2021, si aggira intorno al 12 per cento. I problemi nascono in particolare dai mercati tradizionali dell'export carpigiano (Germania, Spagna, Stati Uniti, Est Europa) in forte contrazione, per le cause più volte ribadite, sottolinea Guaitoli: inflazione, guerra in Ucraina, rialzo dei tassi di interesse e per ultimo, ma forse è fra i più importanti, il cambio dei comportamenti di acquisto da parte dei consumatori, dopo il periodo pandemico, che ha visto il prodotto moda perdere sempre più attrattività e importanza nelle scelte della gente, approdata per lo più al fast fashion. Carpi, di suo, aggiunge le difficoltà del ricambio generazionale che ha visto molte aziende chiudere dopo il ritiro dei fondatori mentre di positivo, secondo il Presidente Lapam Moda, c'è che l'Europa si è finalmente accorta delle difficoltà del settore e sta mettendo in atto politiche per arginare il fenomeno del fast fashion.


 

Un colonnino di spalla sul Carlino riferisce di una rissa tra gente che aveva alzato un po' troppo il gomito, accaduta alle 4,30 del mattino di ieri in corso Cabassi. Non è la prima volta e i residenti si dicono esasperati e impauriti dal tipo di gente che circola in quella zona del centro a notte fonda. In seconda apertura La Gazzetta dà conto delle cinque borse di studio messe a disposizione dalla ditta Centrum e aggiudicate ad altrettanti allievi dell'Itis Da Vinci per un progetto di automazione pensato per le amministrazioni locali che intendano razionalizzare, rendere più efficienti e meno energivori i propri servizi.