Per il welfare dell'Unione 52 milioni nel 2026. Soliera: aggredito dal marito tradito e finto Carabiniere in azione
La spesa sociale delle Terre d'Argine finirà per ammontare quest'anno complessivamente a 52 milioni di euro, 15 dei quali provenienti dalla stessa Unione e il resto da Regione, Ausl e Ministeri vari. E' il costo del welfare fotografato dal Programma attuativo 2026 del Piano di zona per la salute e il benessere approvato dal Consiglio dell'Ente sovracomunale e a suo tempo licenziato dalla Giunta che si prende oggi le aperture sia del Carlino che della Gazzetta.
Di taglio basso il Carlino riporta poi le considerazioni dell'assessora Serena Pedrazzoli sui disagi nel trasporto pubblico scolastico registrati in questi giorni e che le fanno dire che i problemi di Seta, l'azienda concessionaria del servizio, non possono essere scaricati sui ragazzi. Da qui l'auspicio che orari e corse e portata dei mezzi vengano meglio coordinati con la programmazione delle scuole. segue
Due casi di nera, entrambi accaduti a Soliera, si prendono la seconda pagina locale della Gazzetta. Il primo riguarda un episodio accaduto il 13 settembre scorso, quando una pattuglia dei Carabinieri si è imbattuta in un 52enne italiano, in mutande, che si aggirava di sera in via Paganine in stato di agitazione e con una evidente tumefazione all'occhio. Interrogato, ha raccontato di aver avuto una colluttazione con un "amico” 29enne originario del Gambia, rintracciato subito dopo dai militari. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il 29enne, rientrando a casa, si è accorto che sua moglie, una 52enne italiana, in un'auto parcheggiata, stava assumendo del crack insieme all'uomo in mutande. Pensando si trattasse di un tradimento, ha estratto l'uomo dall'abitacolo, lo ha preso a pugni fratturandogli lo zigomo e con un bastone gli ha spezzato un braccio, tant'è che ha poi dovuto essere operato al Policlinico per la frattura scomposta. L'italiano non ha voluto però presentare denuncia contro l'“amico”, ma ci hanno pensato i Carabinieri a farla, vista la gravità delle lesioni, con conseguente richiesta della Procura di custodia cautelare in carcere per il 29enne, considerato socialmente pericoloso data anche la violenza dell'aggressione. Per l'avvocato della moglie, invece, il movente non sarebbe stato la gelosia, bensì il furto del portafoglio subito dal 29enne a opera sempre dell'uomo in mutande che ne avrebbe poi utilizzato la carta di credito per acquistare il crack con la di lui moglie. Anche nel secondo caso, questa volta scoperto dalla Polizia, tutto è partito dal girovagare sospetto di un 47enne originario di Napoli in zona piazza Cittadella, a Modena. La pattuglia lo ha fermato, interrogato e perquisito scoprendo nelle sue tasche monili e gioielli esattamente coincidenti con quelli di cui, poche ore prima, a Soliera, era stata derubata una 87enne con il trucco del "finto Carabiniere”: la classica telefonata di un finto militare dell'Arma con la richiesta di collocare su un tavolo tutti i gioielli di famiglia per verificare con un incaricato se provenissero da una rapina e poi l'arrivo del 47enne che, più che verificare i preziosi, intendeva portarseli via. La donna si è comunque accorta dell'inganno, ha cercato di impedire che entrasse e l'uomo ha dovuto strattonarla prima di prendersi il bottino e fuggire. Ora si sta cercando il complice telefonista, ma nel frattempo l'arresto è stato convalidato e l'uomo associato alle carceri in custodia cautelare.