Tra il dolore e la rabbia una morte da spiegare

La tragica fine del giovane Davide Bellimbusto e l'ondata emotiva suscitata in città

Tra il dolore e la rabbia una morte da spiegare

di Elisa Paltrinieri

 

A nulla sono serviti gli  innumerevoli Rip in suo ricordo,  perché il 21enne carpigiano  Davide Bellimbusto non riposa  affatto in pace. Il decesso  avvenuto per arresto cardiocircolatorio  il 5 gennaio scorso  alle ore 11,30 – solo 28 ore  dopo essere stato dimesso dal  Pronto Soccorso dell’Ospedale  Ramazzini dopo che gli era  stato riscontrato un “dolore  toracico aspecifico” – ha scatenato,  oltre al comprensibile  cordoglio di familiari e amici,  un’ondata di rabbia che è letteralmente  esplosa sui social ma  non solo.  Critiche, attacchi e minacce  hanno letteralmente travolto il  Pronto soccorso di Carpi che  a fronte di tutto ciò, per continuare  la propria attività di assistenza  sanitaria e per mantenere  in sicurezza le condizioni  di lavoro del proprio personale,  ha dovuto chiedere l’intervento  dei Carabinieri (che erano  già stati avvisati sin dalle prime  battute del caso di Davide),  provvedendo contestualmente  a ribadire la più totale disponibilità  a collaborare per chiarire  l’accaduto.  

Perché di cose da chiarire  ce ne sono parecchie così  come denunciato dalla madre  e dal suo compagno Andrea  Casarini, colui che trovò Davide  esanime nel bagno della  loro abitazione in via Aporti,  e così come sollecitato dal  medico curante. Il ragazzo  infatti si era recato al triage  carpigiano alle ore 4,30 del  4 gennaio lamentando forti  dolori al petto e fiato corto  ma già alle 7,18, dopo essersi  sottoposto ad accertamenti  clinici e strumentali e alla  somministrazione di una flebo  (di cui resta come testimonianza  un selfie inviato agli  amici), era stato dimesso per  “assenza di riscontri patologici”  con la prescrizione di una  terapia antinfiammatoria e la  raccomandazione di rivolgersi  al medico curante.  Visto però come sono poi  precipitate le cose la Procura  della Repubblica ha deciso di  aprire un fascicolo per indagare  se si sia trattato di una  morte imprevedibile o se i  sintomi fossero un segnale di  quello che sarebbe accaduto di  lì a poco.  Il tutto per valutare se  si poteva evitare il tragico  sviluppo degli eventi e se  sussistano gli elementi per  sostenere che ci sia stata negligenza  medica. E’ per questo  che il Pubblico ministero  Luca Guerzoni ha disposto  di far eseguire l’autopsia da  parte della Medicina legale  del Policlinico di Modena. 

 Ora non resta che aspettare  l’esito degli esami sul corpo  del ragazzo e l’analisi delle  circostanze che possono aver  condotto a questo tragico epilogo,  come ricordato anche dal  sindaco Alberto Bellelli che  a nome di tutta la comunità  chiede di sapere che sia accaduto  realmente. Resta però un  dato: quale che sia la verità è  difficile accettare l’idea che il  cuore di un ragazzo giovane,  sportivo e senza apparenti  problemi di salute possa fermarsi  all’improvviso. Proprio a lui che poche ore prima di  accasciarsi sul pavimento aveva scritto su Instagram unstoppable: inarrestabile. 

697 visualizzazioni